Ansia scolastica

L’ansia scolastica in età evolutiva - Come affrontarla

Sabrina MasettiSABRINA MASETTIPsichiatra psicoterapeuta, direttore scientifico Centro Clinico La Mongolfiera, Firenze

 

 

 

 STEFANO COSIPsicologo psicoterapeuta, direttore Centro Clinico La Mongolfiera, Firenze

 

La letteratura sul trattamento dell’ansia scolastica propone la terapia cognitivo-comportamentale in età evolutiva come trattamento d’elezione. Lo scopo è quello di insegnare a bambini e genitori strumenti terapeutici che, una volta appresi e utilizzati con regolarità, favoriscono il superamento del disagio ed evitano che si ripresenti in futuro.

 

Parole chiave: ansia scolastica, età evolutiva, terapia cognitivo-comportamentale


La letteratura sul trattamento dell’ansia scolastica propone la terapia cognitivo-comportamentale in età evolutiva come trattamento d’elezione.

Durante la terapia sono di fondamentale importanza il supporto e la collaborazione attiva dei genitori, ma ovviamente il loro grado di coinvolgimento varia in base all’età del bambino o dei ragazzi.

Lo scopo è insegnare a bambini e genitori strumenti terapeutici che, una volta appresi e utilizzati con regolarità, favoriscono il superamento del disagio ed evitano che esso si ripresenti in futuro.

L’idea di base è che il lavoro con i bambini o i ragazzi non consiste unicamente nell’eliminare i loro pensieri disfunzionali, ma anche nel rafforzare le credenze funzionali, che difficilmente nascono in maniera spontanea specialmente nel caso di bambini inseriti in un sistema in cui altri adulti significativi, con i loro pensieri disfunzionali, hanno molta influenza.

Le principali tecniche utilizzate sono:

  • La psicoeducazione, con l’obiettivo di aumentare il vocabolario emotivo del bambino, condividendo con lui un numero più ampio di termini per definire le emozioni e introducendo il concetto di intensità e durata di un’emozione. Prerogativa fondamentale della terapia è imparare a saper riconoscere le emozioni e poi gestirle. L’intensità dell’emozione può essere misurata attraverso uno strumento chiamato “Termometro delle Emozioni”, in cui si chiede ai bambini di raccontare qualche episodio in cui abbiano sperimentato emozioni con diversa intensità e insieme a loro si decide dove posizionarle nel termometro. Altro strumento utilizzato è il “Fiore delle Emozioni di Plutchik”, in cui è ben visibile come emozioni diverse facciano parte della stessa categoria, cosicché il bambino comprende che le emozioni provate possono collocarsi lungo un continuum coerente. Questi strumenti permettono al terapeuta di rendere evidente al bambino che un’emozione vissuta come intensa molte volte non compare dal nulla, ma è preceduta da altri stati emotivi “consoni”. Questo passaggio è cruciale per la terapia in quanto spesso il bambino, o la famiglia, fa riferimento a una grande rabbia o a una forte ansia come se questa fosse comparsa dal nulla.
  • L’individuazione e la modificazione dei pensieri disfunzionali attraverso il modello ABC. Ai bambini o ai ragazzi viene insegnato a individuare i pensieri disfunzionali legati agli eventi temuti. Successivamente si insegnerà a valutare le situazioni con maggiore oggettività, in modo da poterle affrontare con pensieri più funzionali e realistici. Non sono le emozioni negative il problema, ma l’intensità delle stesse, e che queste estremizzazioni sono causate dai pensieri disfunzionali.
  • L’esposizione. Questa tecnica consiste nel provare gradualmente ad affrontare le situazioni temute. L’esposizione alle situazioni temute permetterà al bambino o all’adolescente di verificare che queste non comportano un reale pericolo, imparando inoltre che è possibile gestire l’ansia.
  • Il rinforzo. Ogni comportamento avuto dal bambino a casa, a scuola o in terapia e che si avvicina all’obiettivo prefissato verrà premiato al fine di renderne più probabile la ricomparsa.
  • Il modellamento. Si basa sull’utilizzo dell’adulto come modello funzionale di comportamento nell’affrontare le situazioni temute.
  • Le tecniche di rilassamento e di mindfulness. Queste tecniche vengono utilizzate per ridurre lo stress del bambino e di conseguenza abbassare i suoi livelli di ansia. Secondo le preferenze e le caratteristiche dei singoli bambini o adolescenti, possono essere utilizzate diverse tecniche di rilassamento tra cui il rilassamento progressivo muscolare, la respirazione diaframmatica, la tecnica del respiro lento e il rilassamento per immagini.
  • La costruzione della resilienza. Viene insegnato ai bambini e ai ragazzi che, pur non potendo controllare gli eventi, possono modificare l’impatto che essi hanno su di loro. L’utilizzo delle tecniche apprese durante la terapia permetterà di affrontare i momenti di difficoltà, superarli e trarne insegnamenti utili per il futuro.
  • Il parent training. Il coinvolgimento dei genitori durante la terapia è di fondamentale importanza. Il terapeuta insegnerà loro come rispondere alle richieste e ai comportamenti dei bambini o dei ragazzi, in modo da non rinforzare le loro paure e di conseguenza il loro disturbo.

 

sabrina.masetti72@gmail.com