L’archivio storico della Ven. Arciconfraternita della Misericordia di Firenze

Riccardo BeconciniRiccardo BeconciniIscritto alla Misericordia di Firenze dal marzo 1970. Nel luglio del 1993 è chiamato dal Corpo Generale ad assumere la carica di Capo di Guardia. In quegli anni ha ricoperto svariati inca-richi: Economo, Responsabile automezzi e Cerimoniere. Dal 2016 è responsabile dell’Archivio Storico della Misericordia di Firenze, coadiuvato dalla dott.ssa Barbara Affolter e dalla dott.ssa Laura Rossi

 

 

La Confraternita della Misericordia di Firenze, fondata nel XIII secolo, è la più antica istituzione operante nel sociale sul territorio. La sua storia secolare può essere ricostruita grazie ai numerosissimi documenti conservati nell’archivio storico che si trova all’interno della sede di piazza Duomo. In appositi ambienti sono conservati documenti di ogni genere: diplomi per-gamenacei, statuti miniati, registri, filze, fascicoli, manifesti, stampe, foto, cimeli, antiche ve-sti e molto altro ancora per un periodo che si estende dal Trecento ai giorni nostri.

Per un insieme di motivi l’archivio è rimasto inaccessibile fino a epoche recenti; le scritture in esso contenute sono, quindi, in gran parte sconosciute e inedite. Per dare una svolta a que-sto stato di cose, qualche anno fa i vertici della Misericordia, in accordo con la Soprinten-denza archivistica della Toscana, hanno incaricato due professioniste per un generale inter-vento di riordino e inventariazione atto a creare un database descrittivo indispensabile a una consultazione dell’intero corpus. Nonostante il lavoro non sia stato ancora del tutto terminato, sono emersi già innumerevoli documenti di grandissimo valore storico e culturale. La loro let-tura permette all’interessato di percorrere ininterrottamente una lunga storia di attività solida-ristica di una delle città più affascinanti d’Italia, Firenze.

Una serie fondamentale riguarda l’insieme degli statuti e dei rispettivi regolamenti dell’Istituzione. Gli esemplari più antichi sono particolarmente preziosi; vergati su finissima cartapecora, sono impreziositi da eleganti miniature sia in apertura del testo che al suo inter-no in corrispondenza dei capilettere dei singoli capitoli.

Non di minore importanza è la serie Delibere e stanziamenti comprendenti i verbali delle riu-nioni statutarie dei singoli organi direttivi, consultivi e giurisdizionali. I registri contengono i nomi degli eletti o nominati (nuovi ascritti, provveditori, camarlinghi, scrivani ecc.), le deci-sioni, adottate o rigettate, sul piano sia operativo (istituzione di nuovi servizi, gestione di do-nazioni, contatti con altri enti) che economico (spese per sussidi, per acquisti di oggetti vari, per salari dei professionisti indispensabili quali il notaio, il medico, ma anche il “becchino” o il “servo”); alcune contengono anche commenti a fatti accaduti intra- ed extramoenia (encomi, discordie, reclami, proposte ecc.).

Un’altra serie fondamentale è quella di carattere amministrativo-contabile. Con grande cura sono stati compilati – e conservati – documenti comprovanti le uscite e le entrate della Com-pagnia. Intere filze di mandati, imponenti registri di debitori e creditori, entrate e uscite giorna-liere, giornali di cassa, bilanci consuntivi e preventivi e altro ancora testimoniano scrupolo-samente i movimenti di denaro avvenuti nei secoli, dalle grandi spese (i lavori di restauro delle sedi, la costruzione dei cimiteri Pinti e Soffiano) all’acquisto dei mezzi di trasporto (zane, cataletti, carri, ambulanze più o meno attrezzate), dalle commissioni di opere d’arte (quadri, oggetti liturgici) alle spese minute quali, ad esempio, “il vitto dei gatti” (in guardia contro i to-pi) o “le code di volpi” per le spolverature!

Altri registri riguardano lo svolgersi dei servizi della Misericordia; dal trasporto sanitario alle “mutature” (assistenza domiciliare), dal servizio cimiteriale alla distribuzione di generi ali-mentari. Alcuni sono relativi ad attività oggi non più praticate come il caso delle erogazioni di “doti alle fanciulle povere” o l’“assistenza ai condannati a morte”. Di particolare interesse sono i Registri dei casi (“caso” in gergo confraternale = “incidente”) usati per l’annotazione di in-formazioni relative agli interventi di soccorso. Una sorta di memoria dell’odierno “118” nei se-coli.

Di tutt’altro tipo, ma non meno interessanti, sono le carte relative all’assistenza richieste alla Misericordia dalle società sportive. Esse riportano le descrizioni delle attività svolte durante eventi agonistici di vario tipo quali gare automobilistiche, ciclistiche, di trotto e galoppo e, ov-viamente, le partite di calcio, con particolare riferimento alla Fiorentina.

In poche parole, entrare nell’archivio della Misericordia permette al visitatore di fare un viag-gio nel tempo, tuffandosi nel passato di Firenze per arrivare fino ai nostri giorni. Attraverso le voci dei suoi protagonisti al lettore viene restituita una Firenze nei suoi aspetti spesso più fra-gili e, per questo motivo, meno conosciuti e più vicini a noi.

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