Teatro di sculture con Jan Fabre

 

Federico Napoli


“Spiritual guards”, ovvero “guardiani spirituali”, è il titolo della mostra di Jan Fabre a Firenze. Belga di Anversa, è uno scultore designer regista che trova nell’azione performativa la possibilità di esprimere il proprio credo grazie alla interdisciplinarietà. Il teatro, dove Fabre si è cimentato più volte, sembra essere il campo di azione per certi aspetti per lui più foriero di espressività: i suoi spettacoli hanno l’impronta di un’arte totalitaria nella necessaria partecipazione/sacrificio di attori, ballerini e spettatori; spettacoli fortemente impegnativi e nei quali è latente un senso di violenza. Nella mostra fiorentina questi aspetti sono riflessi nella scultura “L’uomo che scrive sull’acqua” (2006), collocata sugli spalti del Forte di Belvedere, dove tutti i lavori esposti respirano e si mettono liberamente in dialogo con l’ambiente; qui, infatti, compare “L’uomo che misura le nuvole” (1998). Sembra quasi che Fabre con la sua operazione artistica indichi sempre il limite da valicare, attraverso una catarsi: è un’espressione artistica basata sulla fisicità - la figura umana è spesso protagonista nella sua scultura - e si pone in contrapposizione alla società virtuale di oggi. “Faccio quello che fanno i salmoni” ha detto Fabre in una intervista, ovvero “supero controcorrente gli ostacoli”, cioè i propri (e altrui) limiti fisici, intellettuali e visivi, riunendo mitologia e sacralità - sempre al Forte, indicativa in tal senso la serie “Capitoli”, 2010 -, in una espressione formale spettacolare, perché l’autore concepisce l’arte come tragicità: ecco il senso dell’opera “L’uomo che piange e ride” (2004). La mostra fiorentina rivela numerose suggestioni intercorrenti per naturale assonanza fra le sculture dell’autore belga - vero “animale” dell’oggi, che fiuta, bracca e cattura nelle sue sculture o nelle sue performances - e la cultura storica della città: il senso di celebrazione della contemporaneità nei suoi dubbi e nei suoi riti, l’acquisizione del passato letto su di un piano filosofico, oltre a possibili trasposizioni a luoghi, oggetti e persone della corte medicea cinquecentesca.

L’esposizione occupa non solo spalti e Palazzina del Forte di Belvedere, ma anche piazza Signoria e lo stesso Palazzo Vecchio: all’interno dei Quartieri monumentali nella Sala dell’Udienza è collocato il grande ideale mappamondo (1997) realizzato con gusci multicolori di scarabeo, animale dalle forti suggestioni sin dall’antichità e più volte al centro dell’attenzione di Fabre, nel caso specifico trasformatosi in una sorta di entomologo dell’arte. Con un gesto ripetitivo l’autore usa migliaia di gusci per ricoprire la superficie del grande globo; un gesto creativo che assume il significato di un rito. Atteggiamento questo che appare chiaramente anche nei filmati su varie performances di Fabre proiettati nella Palazzina di Forte Belvedere.
In piazza della Signoria le due sculture presenti, ipotetici guardiani della bellezza, fra le quali spicca “Cercando Utopia” (2003), sono invece condizionate dal preesistente, dal secolare peso della storia politica e artistica che la piazza stessa racchiude. Ma se pure con una collocazione meno espressiva, proprio nello spazio del potere fiorentino si esprime meglio l’essenza dell’arte di Jan Fabre che solo apparentemente è libera, in effetti realizzandosi stretta fra mitologia e sacralità, fisicità greve e iperboli, intuizioni contemporanee e peso del passato, simbologia e metamorfosi. Non a caso, il titolo della mostra “Spiritual guards” allude a ideali “guardiani”, con insito un senso di controllo e non solo di difesa.
Come le stesse messinscene teatrali, lunghe molte ore, fatte di immagini suoni fisicità e interazione, rivelano la personalità dell’autore e il suo analitico lavoro creativo, similmente le sculture esposte a Firenze fanno apparire lui, Jan Fabre, come propugnatore di un neo umanesimo senza speranza, in quanto non realmente rivoluzionario.
La mostra presenta opere realizzate fra il 1978 e il 2016 ed è curata da Joanna De Vos e Melania Rossi, con la direzione artistica di Sergio Risaliti.


“Spiritual guards” di Jan Fabre
Palazzo Vecchio, piazza Signoria, Forte di Belvedere
Fino al 2 ottobre 2016
orari diversi secondo le sedi

Immagine

http://musefirenze.it/mostre/janfabre/