Ricordo di Pier Francesco Mannaioni

Pier Francesco Mannaioni

Il 27 giugno 2021, nel giorno del suo 89° compleanno, è mancato Pier Francesco Mannaioni, Professore Emerito dell’Università degli Studi di Firenze, autorevole e amato maestro di varie generazioni di farmacologi e tossicologi.

Pier Francesco Mannaioni era nato a Firenze nel 1932, si era laureato in Medicina e Chirurgia nel 1956 e nel 1960 aveva conseguito la specializzazione in Malattie Cardiovascolari. Dopo la laurea era stato nominato assistente straordinario nell’Istituto di Farmacologia dell’Università di Firenze e nel 1964 aveva vinto il concorso di assistente ordinario. Negli stessi anni aveva conseguito la libera docenza in Farmacologia e Tossicologia e trascorso un lungo periodo di studio e ricerca negli Stati Uniti, presso il Department of Pharmacology della Yale University. Nel 1973 era stato nominato Professore incaricato di Tossicologia e Direttore del Servizio Autonomo di Tossicologia dell’Arcispedale di Santa Maria Nuova, sede di Careggi, afferente all’Istituto di Farmacologia e nel 1975, dopo aver vinto il concorso, aveva ottenuto la cattedra di Tossicologia nella Facoltà di Medicina di Firenze, la prima cattedra di Tossicologia attivata in Italia.

È stato Direttore del Dipartimento di Farmacologia Preclinica e Clinica, della Scuola di Specializzazione in Tossicologia Medica e uno dei promotori e animatori dell’European Histamine Research Society, della quale è stato Presidente per molti anni organizzandone anche due Congressi Internazionali. Le ricerche in campo istaminergico del Professor Mannaioni, innovative e originali, hanno fornito contributi fondamentali alla comprensione del ruolo dell’istamina a livello cardiovascolare e dei meccanismi fisiopatologici che regolano la secrezione dell’amina dalle cellule immunocompetenti. Ha sempre incoraggiato i suoi allievi a sviluppare la propria personalità e tematiche di ricerca originali, la discussione con lui dei risultati sperimentali, prima dei congressi scientifici, è sempre stata per tutti, allievi e studenti interni, un’importante e affascinante esperienza formativa. In queste discussioni di ricerca non hanno mai avuto peso gerarchie ed età; l’unica cosa importante è sempre stata l’analisi critica del risultato sperimentale, con assoluta libertà intellettuale; spesso portava all’attenzione dell’interlocutore le criticità, ma lo faceva sempre con gentilezza e signorilità.

Fino dagli anni ’60 del secolo scorso, Pier Francesco Mannaioni ho svolto intensa attività in campo tossicologico, promuovendo la Tossicologia Clinica da un punto di vista sia assistenziale che scientifico; è stato il fondatore della Tossicologia Clinica italiana, dove sin dai primi anni ’70 ha introdotto innovazioni terapeutiche per l’overdose da oppiacei, l’intossicazione da Amanite mortali, l’eroinopatia e l’alcolismo. Per lui la Tossicologia Clinica era la validazione della Farmacologia Sperimentale fondata sull’allestimento di esperimenti e sulla corretta interpretazione dei risultati, in accordo con i principi dell’Evidence Based Medicine, principi ovvii ai giorni nostri, rivoluzionari negli anni ’60 e ’70.

Ho sempre ammirato l’attenzione, la disponibilità e la cortesia che rivolgeva ai pazienti, soprattutto ai più problematici; non posso non ricordare l’amichevole scambio di idee, quando, dopo la visita del mattino, si aggiornava la terapia. Oltre che leader e scienziato, era un docente nato. Le sue lezioni sono state sempre molto apprezzate sia dagli studenti di Medicina che dagli specializzandi di Tossicologia, che una volta specializzati continuavano a seguire le sue lezioni. Il centro dell’attenzione era sempre il dato sperimentale, spiegato con chiarezza e semplicità, evidenziandone le applicazioni cliniche. Tutte queste qualità hanno fatto di lui un vero Maestro, che ha lasciato un’impronta particolare in almeno tre generazioni di medici e ricercatori.

Ha sempre incoraggiato sia la sottoscritta che tutti i suoi allievi a cimentarsi con metodiche nuove e impegnative, incitandoci ad andare a impararle dove eseguite e a portarle in laboratorio. Ha avuto molti amici nel mondo scientifico, scienziati di livello internazionale, vincitori di premi Nobel, dai quali è stato stimato e con i quali ha intrattenuto frequentazioni scientifiche e di amicizia. Ho avuto l’onore di conoscere e grazie a lui collaborare con alcuni di loro.

Autore di oltre 500 pubblicazioni scientifiche, di cui 200 su riviste internazionali di primaria importanza e di numerosi testi scientifici e divulgativi. Uomo cortese, elegante, colto, brillante oratore, un vero signore. Amava la convivialità, il gioco del calcio, il tennis, passioni sbocciate per caso, come quella per il cinema. Per i suoi insegnamenti scientifici, assistenziali e didattici, oltre che per il suo carattere aperto e il profondo spirito critico è stato per me, per tutti i suoi allievi e per generazioni di medici e ricercatori un punto di riferimento indimenticabile.

Emanuela Masini