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Donatella Lippidi Donatella Lippi

 

 

 

 

È sufficiente entrare nella sede dell’Ordine, per apprezzare il virtuosismo artistico di alcuni professionisti: le opere coloratissime di Mimmo Lo Russo campeggiano sulle pareti, insieme alle geometrie taglienti di Roberto Cremoncini.

In effetti, sono “medici pittori”.

Così come ci sono “medici scrittori”, epigoni di una tradizione, che annovera nomi illustri, da Čechov a Céline, solo per citarne un paio.

Medici scrittori, che si cimentano in una letteratura non scientifica… Medici pittori...

Esistono categorie settoriali di medici, che si dedicano anche ad attività, che richiedono padronanza di una tecnica e di adeguate conoscenze.

Ma non si parla mai di medici che ascoltano – e anche in questo caso è necessaria una tecnica precisa – né, tantomeno, di medici che leggono.

Forse perché viene dato per scontato che un medico legga per aggiornarsi: articoli scientifici, case reports.

Se un medico legge altro, si pensa lo faccia per interesse o piacere personale, in una sorta di scissione tra le sue due anime. Dottor Jekill e Mister Hyde: metafora della doppia natura della medicina e del medico.

Perché i medici e gli studenti dei Corsi di Laurea dell’area sanitaria – in particolare quelli del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia – dovrebbero leggere? Come dovrebbero leggere? E cosa?

Pochi anni fa, uscì un lavoro di Cervellin e altri su Intern Emerg Med relativo alla diversità di approccio diagnostico, attraverso una prospettiva gestaltica e attraverso i principi bayesiani. Nello stesso periodo, un radiologo americano, Richard Gunderman, editorialista dell’Atlantic, professore di radiologia, pediatria e medical humanities (Indiana University), indicava i 7 libri che un medico dovrebbe conoscere: tra questi, Iliade, Commedia, Etica nicomachea…

Sostiene giustamente Gunderman: gli esseri umani vengono formati attraverso le compagnie che frequentano e i medici hanno poco tempo e non possono permettersi altro che leggere giornali medici e manuali. Ma l’eccellenza medica richiede l’eccellenza umana e la parte umana del medico ha bisogno di essere nutrita tanto quanto quella scientifica e tecnica. Questi libri offrono alcune prospettive così profonde quali raramente potremmo sperare di ottenere, attraverso la lettura, per capire ciò che significa essere umani. E questo è ciò che il medico ha bisogno di scoprire e di familiarizzare, se vuol praticare la Medicina al meglio delle sue capacità.

Scrive Anne Hudson Jones Professore presso l’Institute for the Medical Humanities, University of Texas (Literature and medicine: García Márquez’ Love in the Time of Cholera. Lancet 1997;350:1169-72): perché spendere ore e ore leggendo ciò che non mai è accaduto? L’Amore al tempo del Colera offre ciò che raramente può trovarsi in un qualunque manuale scientifico sull’invecchiamento.

Ai libri suggeriti da Gunderman, aggiungo, come proposta concreta per i nostri Studenti, nella antologia Specchi di carta (Clueb 2010) i nomi di Tiziano Terzani, Isabel Allende, Anton Čechov e, ancora, Bulgakov, Céline, Kafka, ma anche i fumetti (Dylan Dog: Mater dolorosa, oppure Mater morbi), per condividere l’esperienza di una lettura meditata (come leggere), una close reading, su alcuni aspetti fondanti della Medicina, per ascoltare pazienti virtuali, per fornire uno strumento a coloro che intendano confrontarsi con la voce del passato, per capire meglio il presente.

 

mater dolorosa dylan dog

 

donatella.lippi@unifi.it

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