Giornata mondiale per la lotta contro il cancro, 4 febbraio 2020: l’impegno multidisciplinare della SPIGC toscana

L’assunzione di un corretto stile di vita e la riduzione dell’esposizione ai numerosi fattori di rischio alimentari, ambientali, chimici e fisici sono elementi fondamentali nella prevenzione primaria dei tumori per la popolazione generale. Seppure spesso sottovalutati, i cambiamenti dello stile di vita hanno un impatto fortissimo sulla riduzione dell’incidenza dei tumori. Gli accorgimenti raccomandati da molte Società Scientifiche Nazionali ed Internazionali sono i seguenti: evitare il tabacco, essere fisicamente attivi, mantenere un peso sano, seguire una dieta ricca di frutta, verdura e cereali integrali e povera di grassi saturi, carne rossa e carne trasformata, limitare l’alcool, proteggersi dalle infezioni a trasmissione sessuale, vaccinare ragazze e ragazzi contro l’HPV, evitare il sole in eccesso, effettuare uno screening regolare per carcinoma mammario, cervicale e del colon-retto. È quindi richiesto il massimo impegno da parte di società scientifiche, comunità Medica, Istituzioni e mass-media al fine di sensibilizzare la popolazione generale incentivando comportamenti virtuosi in termini salutistici.

Lo screening oncologico è un intervento sanitario di prevenzione secondaria, ovvero finalizzato alla diagnosi precoce del tumore o delle alterazioni che possono precederne l’insorgenza.

In Toscana i programmi di screening sono definiti con l’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (ISPRO), il centro di riferimento regionale per la prevenzione oncologica del servizio sanitario regionale.

I programmi attualmente attivi sono i seguenti tre:

Screening per i tumori della cervice uterina: è rivolto alle donne di età 25 - 64 anni. I test utilizzati per la prevenzione del tumore della cervice uterina sono: pap test per le donne di età tra i 25 e i 33 anni, che deve essere ripetuto ogni 3 anni; test HPV per le donne di età tra i 34 e i 64, che deve essere ripetuto ogni 5 anni. In caso di alterazione di uno dei test la donna uscirà dal protocollo Regionale di screening e verrà inviata agli esami di secondo livello per completare l’iter diagnostico-terapeutico relativo all’alterazione rilevata dal test di screening;

Screening per i tumori della mammella: è rivolto alle donne di età 45 - 74 anni. Il test impiegato per lo screening del tumore della mammella è la mammografia, ovvero una radiografia delle mammelle. L’esame mammografico generalmente non è doloroso, può provocare un leggero fastidio dovuto alla compressione esercitata a livello mammario, necessaria per la buona qualità dell’esame. La mammografia non comporta rischi per la salute, poiché le dosi di radiazioni emesse sono molto basse. La Regione Toscana ha recentemente allargato la fascia di età accogliendo le donne dai 45 ai 74 anni. Alle donne di età inferiore ai 50 anni viene offerta la mammografia annuale, a quelle di età superiore il controllo è garantito ogni 2 anni. Donne con storia personale di carcinoma mammario, una mutazione genetica confermata o sospetta (ad es. BRCA1 o BRCA2, PTEN, TP53) o una storia di precedente radioterapia al torace tra i 10 e i 30 anni sono considerate popolazione ad alto rischio per cui è indicato personalizzare il percorso diagnostico, intensificandolo;

Screening per i tumori del colon retto: è rivolto a uomini e donne di età 50 - 70 anni. Il test di screening consiste nella ricerca del sangue occulto nelle feci, ovvero nella ricerca della presenza di sangue nelle feci non visibile ad occhio nudo. Si esegue raccogliendo a domicilio un campione di feci in un apposito flacone, che viene poi inviato in laboratorio per l’analisi. In caso di esito di normalità l’esame dovrà essere ripetuto ogni due anni. Se l’esame risultasse positivo per la presenza di sangue nelle feci, sarà necessario effettuare la colonscopia, per chiarire le cause del sanguinamento.

Il cancro del colon-retto è anche correlato a fattori di rischio familiari predisponenti e patologie genetiche (Sindrome di Lynch, Poliposi familiare e poliposi associata alla mutazione del gene MUTH-1).

Analogamente al cancro del colon-retto e al carcinoma mammario molti altri tumori presentano una forte associazione con fattori genetici ed eredo-familiari.

Pertanto, accanto ai classici programmi di screening riconosciuti ed applicati è necessario attuare uno sforzo in termini di diagnosi precoce nei confronti della popolazione a maggior rischio, attuando una forma di “medicina preventiva personalizzata”.

Ad esempio, i noduli polmonari solitari sono riscontrati nel 2% di tutte le radiografie e fino al 15% di tutte le TC del torace. Di questi, solo una piccola percentuale è effettivamente tumorale. Un approfondimento rivolto ai soggetti con fattori di rischio permette una diagnosi precoce e quindi una maggiore possibilità di successo del trattamento.

Nell’ambito della prevenzione primaria e secondaria dei tumori, della loro diagnosi precoce e della personalizzazione dei percorsi diagnostici e terapeutici per la popolazione portatrice di fattori di rischio, la SPIGC si pone come società attenta alla diffusione dei concetti esposti al fine di coinvolgere non solo gli specialisti di altre branche medico/chirurgiche ospedaliere e territoriali, ma anche la popolazione generale.

società giovani chirurghi

Edoardo Pasqui, Federica Perelli, Davide Esposito, Giosuè Falcetta, Vittorio Aprile, Alessio Minuzzo, Andrea Giannini

Consiglio Direttivo Regione Toscana della Società Polispecialistica Italian dei Giovani Chirurghi (SPIGC)

SPIGC.toscana@gmail.com