La sanità ai tempi del coronavirus

di Marco Geddes da Filicaia

Il Pensiero Scientifico Editore

“È successo perché una persona, in Lombardia, ha avuto un contatto con un soggetto infetto rientrato dalla Cina, asintomatico ma contagioso. Mattia, un trentottenne di Codogno, Comune del Lodigiano, si è sentito male ed è andato al Pronto Soccorso dell’ospedale civico; poi rientrato a casa, è peggiorato e, presentatosi nuovamente all’ospedale, è stato ricoverato”. Tutti ricordiamo questi eventi del febbraio scorso e abbiamo ben presente quello che si è strutturato nelle nostre vite nei mesi a seguire fino all’incertezza dei giorni di oggi.

Quando l’avanzare del Covid-19 ci ha chiuso tra le mura di casa, Marco Geddes da Filicaia, medico conosciuto ben oltre le mura di città, ha iniziato in solitudine a raccogliere dati scientifici e pensieri, episodi di vita privata (il conto dei metri/chilometri percorsi tra le mura domestiche, la vista dei monumenti dalle finestre di casa, la sirena delle ambulanze nelle strade deserte) e ricordi passati (la quarantena causa tifo del 1970), riflessioni sullo stato del nostro Servizio sanitario e sulle sue potenzialità future.

Una gran mole di materiale che si è compendiata in un bel libro di agevole lettura incentrato sul punto zero rappresentato dalla grande cesura di Covid-19 che ha necessariamente identificato un “ieri”, un “oggi” e un al momento piuttosto incerto “domani”.

Per ognuno di questi periodi Geddes offre spunti di riflessione, analisi attenta dell’esistente, informazioni ricavate dalla revisione accurata dei dati della letteratura scientifica, ipotesi di ampio respiro quali “le incertezze della medicina (e degli scienziati)” e “una strategia globale in un mondo globalizzato”.

L’Autore cita nelle ultime pagine una frase significativa attribuita a Che Guevara che, oltre la scienza, la politica e le ideologie, con semplicità riempie di significato gli strani nostri mesi di adesso: “la durezza di questi tempi non deve farci perdere la tenerezza”.