Le lettere e gli eroi

di Teresita Mazzei

Il tempo sospeso della pandemia.

Il sovvertimento delle abitudini consolidate.

Le nuove solitudini e le convivenze forzate.

La giratina autorizzata con il cane e l’ora d’aria per i bambini reclusi.

Il rito laico quotidiano della conferenza stampa della Protezione Civile.

Le code davanti ai supermercati e i deserti cittadini.

Il sovraccarico della Rete e la gente che nonostante tutto esce, corre e si ritrova.

Piazza San Pietro deserta e bagnata di pioggia ad abbracciare il Papa dolente.

I drammi dell’economia e della scarsa unione d’Europa.

I mezzi delle Forze dell’Ordine schierati, lampeggianti in funzione e sirene accese, di fronte agli Ospedali a rendere omaggio a chi dentro si spende allo sfinimento.

La celebrazione sui social di questi nuovi “eroi” (che probabilmente ben volentieri avrebbero fatto a meno di una simile medaglia) e le polemiche per una Sanità già devastata anche prima dell’intervento di Covid-19.

Su questo scenario improbabile e di poca certezza le lettere hanno riscoperto il loro valore antico, da tempo oscurato dalle parole che corrono velocissime verso ogni angolo del web, quasi che comunicare per scritto qualcosa agli altri potesse in qualche modo servire a esorcizzare il famigerato e onnipresente distanziamento sociale di oggi.

In questo numero di “Toscana Medica”, pensato e costruito con lo smart working, in assenza pertanto di umane comunicazioni che oggettivamente in condizioni normali tanto aiutano la nascita di una rivista, pubblichiamo alcune delle lettere che sono circolate in queste settimane, come spunto di riflessione e dibattito a recupero almeno parziale dell’interrotta socialità.

Troverete pertanto nelle prossime pagine le articolate prese di posizione della Federazione Toscana degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e dell’Ordine di Firenze sul tema del giorno, l’ormai celebre grido di rabbia (o magari di dolore, impotenza, frustrazione?) della dottoressa livornese pubblicata su “la Repubblica”, i contributi dei Colleghi, il disagio profondo degli operatori del 118 di Massa Carrara.

I tempi di “Toscana Medica” non permettono come si dice in gergo di “stare sul pezzo” e di garantire l’attualità dei contenuti, cosa peraltro per la quale la Rivista non fu ideata al momento della sua creazione.

Però l’augurio senza tempo che tutto finisca al più presto e che la normalità ritorni routine, quello certamente possiamo farlo.

A gran voce e a tutti noi, nel ricordo affranto e pieno di dolore dei Colleghi che hanno perso la propria battaglia contro Covid-19.

 

Di seguito le lettere pubblicate su questo numero:

Smettetela di chiamarci eroi

Smettetela di chiamarci eroi - Parte seconda

La Medicina dello Sport ai tempi del COVID-19

I medici convenzionati del 118 chiedono attenzione e rispetto

I bambini ai tempi del Coronavirus

Pensieri così… l’infodemia da un virus venuto da lontano

COVID-19: i medici chiedono di essere ascoltati