Anche quest’anno verrà Natale. Nonostante tutto

Il “nonostante” di cui sopra (preposizione di valore avversativo con il significato di “malgrado” o “a dispetto di”) introduce l’attesa per un Natale che quest’anno sarà forzatamente e globalmente differente da tutti quelli che abbiamo vissuto fino a ora.

La scorsa primavera e nei giorni del grande lockdown era forse soltanto un’ipotesi pensare che saremmo potuti arrivare a dicembre ancora immersi in un non tempo di incertezza e angoscia universali, anche se qualche visionario aveva già espresso dubbi e perplessità in merito.

La grande e a posteriori sciagurata euforia dell’estate, quando sembrava che COVID-19 si fosse finalmente avviato a diventare solo un bruttissimo ricordo, è stata ben presto spazzata via dalla ripresa cattiva della seconda ondata pandemica, ancora oggi presente come nostra sgradita compagna di viaggio e di vita.

Tra raffiche di DPCM, sbalzi cromatici a senso alternato imposti alle Regioni, città rese spettrali dalle chiusure e desertificate dal coprifuoco notturno, tentativi di Governo e Autorità locali di spargere qualche piccola quantità di ottimismo e buone notizie a dispetto dei numeri della malattia, siamo arrivati in prossimità delle Festività forse, da sempre, più importanti dell’anno.

Ecco quindi anche in questo triste 2020 in dirittura di arrivo il periodo di struggente attesa per chi crede e di sfrenato consumismo per chi magari non gode in pieno del dono della fede. Tutto comunque filtrato attraverso il mortorio di un’atmosfera che di festivo ha veramente molto poco.

Eppure, nonostante tutto, anche stavolta si parla di cenoni e di riunioni conviviali di familiari e amici con occhi e orecchie tesi alle ultime disposizioni di legge e si ragiona sulla chiusura, detestata da molti, degli impianti sciistici sperando di rimediare al problema recandosi sulle piste di Paesi più “comprensivi” del nostro.

Il virus però è ben lontano dall’essere messo definitivamente sotto controllo e gli ospedali e il territorio sono ancora in aperta lotta con la malattia e le sue diffuse complicanze.

La sciagura dei temuti assembramenti natalizi dovrebbe invitare a calma e buon senso e a gioire solo a distanza delle decorazioni che, ancora una volta nonostante tutto, stanno comparendo su terrazze e balconi insieme alle luminarie che in qualche strada con ostinata presenza illuminano gli scarsi passanti. Probabilmente per i medici e gli altri operatori della Sanità le cose in questo periodo non cambieranno più di tanto, come tutti i giorni vediamo dai post sui social e dalla quasi completa monotematicità di argomenti di giornali e televisioni.

Semmai quello che colpisce è il cambiato atteggiamento di tante persone nei confronti di chi si occupa della salute della gente, non più eroi come una volta, ma talvolta considerati addirittura una sorta di untori in lotta contro un presunto nemico del quale si vuole negare ostinatamente e contro qualsiasi evidenza la forza distruttrice. Bisogna però riconoscere che, accanto alla gente comune, anche i medici qualche volta si trovano disorientati di fronte a una situazione sotto scarso controllo.

Il caos dei tamponi, il tracciamento dei contagi non sempre ottimale, la mancanza di dispositivi di protezione, i carichi di lavoro assurdi negli ospedali, il balletto quotidiano delle percentuali di efficacia dei vaccini in corso di studio in una gara dai risvolti economici impressionanti, l’ingombrante presenza degli “esperti” da video ormai capaci di dividere con una sola frase ben azzeccata schiere di ascoltatori in seguaci o antagonisti, la ricomparsa di gente accalcata al passaggio di una Regione da una classe di colore a un’altra a rischio più basso onestamente non fanno presagire niente di nuovo per i giorni a venire.

E ancora medici e infermieri continuano a morire insieme a centinaia di pazienti di ogni età in ogni parte d’Italia.

Pensare ai Natali passati, alle luci, ai riti sacri e profani della festa, alle consuetudini rimaste invariate per anni nella memoria forse può aiutare a esorcizzare il presente, a placare ansie e delusioni per un futuro che al momento non sembra poi essere così differente dall’oggi.

Riservarci un briciolo di ottimismo rimane pertanto di fondamentale importanza perché anche quest’anno sarà Natale. Nonostante tutto.