Eppure gli Ordini sono importanti! Alcune riflessioni di fine anno

di Teresita Mazzei

Gli Ordini dei medici-chirurghi e degli odontoiatri sono oggi degli Enti sussidiari dello Stato che nel loro operare quotidiano si trovano a doversi confrontare con tematiche di stringente attualità e spesso di altrettanto sfuggente caratterizzazione legislativa che coinvolgono in maniera profonda aspetti delicatissimi della vita di ognuno di noi.

Quando si parla di argomenti che suscitano dibattito acceso e chiamano pesantemente in causa ideologie diverse (suicidio assistito, eutanasia, libertà di autodeterminazione dei pazienti, accanimento terapeutico, aborto, contraccezione, gestione del neonato gravemente prematuro e via elencando), bene si capisce quale sia il ruolo delle strutture deputate a garantire l’azione deontologicamente ineccepibile dei medici. E altrettanto chiaramente definito appare il loro ruolo nell’azione di difesa, ad esempio, dei diritti contrattuali e nella protezione dalle sempre più frequenti aggressioni fisiche di medici e operatori sanitari.

Voglio dire che se un Collega viene aggredito, insultato o peggio ancora picchiato in un ospedale, su un’ambulanza o in una sperduta postazione di Continuità Assistenziale, nessuno si meraviglia che nei telegiornali, sui social e sulle pagine dei quotidiani compaia poco dopo un Presidente di Ordine oppure, ancora meglio, quello della Federazione nazionale di tutti gli Ordini a rilasciare dichiarazioni e attestazione di vicinanza allo sfortunato protagonista della vicenda.

Accanto a queste attività per così dire “istituzionali”, caratterizzate da una visibilità mediatica non indifferente, ci sono poi quelle di tutti i giorni con gli Ordini impegnati, tra l’altro, a fornire agli iscritti informazioni sulla situazione previdenziale, a rilasciare certificati e contrassegni per le auto, a rispondere ai mille quesiti della gente, a confrontarsi con giornalisti, magistrati e carabinieri dei NAS, a tenere aggiornati gli Albi con cancellazioni e nuove iscrizioni.

Eppure nonostante tutto questo attivismo in ancora troppi casi non si riesce a fare capire con esattezza cosa realmente faccia un Ordine dei medici e a cosa in buona sostanza serva per un professionista esserne iscritto.

Alla luce di queste considerazioni, su questo ultimo numero del 2019 di Toscana Medica vorrei pertanto proporre un florilegio, certamente incompleto, di quello che in via Vanini è stato fatto durante gli ultimi dodici mesi.

Iniziamo con l’organizzazione di Corsi e Congressi con relativa erogazione di crediti ECM (più di 100, due terzi del fabbisogno), quanto mai graditi soprattutto in questi ultimi giorni di triennio. Si è spaziato dai disturbi della colonna in età evolutiva, alla nuova diagnostica del cancro della prostata, dal gioco d’azzardo patologico ai tumori maxillo-facciali, dalla legge 17/2017 alla conciliazione vita-lavoro, dal Codice rosa all’odontoiatria riabilitativa della terza e quarta età: grande offerta e complessivamente più che buona partecipazione con più di 1.400 colleghi partecipanti alle varie iniziative, che hanno usufruito di più di 5600 crediti ECM messi a disposizione da questo Ordine.

Ci siamo poi dovuti occupare delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio in materia di pubblicità sanitaria e direzione sanitaria delle strutture private (e a questo proposito ricordo ancora che l’Ordine è e deve essere la “casa” proprio di tutti i medici), della protezione dei dati ai sensi della normativa sulla privacy, della revisione del Regolamento regionale sui requisiti autorizzativi delle strutture sanitarie e degli studi privati (ancora, vedi concetto contenuto tra le precedenti parentesi).

In qualità di Presidente a febbraio sono stata a Roma all’Assemblea nazionale di tutte le professioni sanitarie, riunite insieme per la prima volta, per chiedere a Governo e Regioni il rispetto dei principi costituzionali di uguaglianza, solidarietà, universalismo ed equità, basi fondanti del nostro Servizio Sanitario nazionale.

Presidenza e Consiglio sono poi stati impegnati nell’aggiornamento del Piano triennale per la prevenzione della corruzione e la trasparenza 2018 -2020 e nella valutazione del personale dipendente dell’Ordine con conseguente aggiornamento della programmazione dei bisogni nel corso dello stesso periodo.

Ancora. A primavera è stata pubblicizzata ai Colleghi l’iniziativa dei NAS finalizzata alla verifica della regolarità certificativa degli atleti sia a livello agonistico che amatoriale e sempre nello stesso periodo è stata riservata particolare attenzione al progetto di revisione della legge regionale che disciplina i rapporti tra le Aziende, le Associazioni del volontariato e i medici a vario titolo impegnati nei servizi territoriali di emergenza- urgenza.

Ci siamo poi occupati dei rapporti e competenze fra il medico radiologo e il tecnico di Radiologia e abbiamo dedicato notevole impegno in termini di partecipazione e offerta di idee e spunti di discussione agli Stati Generali della professione medica organizzati a livello nazionale dalla FNOMCeO.

L’Ordine compare tra i sottoscrittori di un importante protocollo di intesa (insieme, tra gli altri, a Prefettura e Comune di Firenze, Università, Tribunale e Procura della Repubblica, Carabinieri, Guardia di Finanza e AOU Meyer) relativo alle strategie di prevenzione e intervento sull’abuso e la violenza all’infanzia e all’adolescenza.

In Regione abbiamo chiesto e ottenuto che un delegato della Federazione Toscana degli Ordini dei Medici recentemente ricostituita, sia presente a ogni tavolo di lavoro presso l’Assessorato alla Salute per conoscere quanto prima e comunicare ai Colleghi tutte le eventuali decisioni che potrebbero interessare la categoria.

Ultimo in ordine di tempo ma non certamente per importanza è stato l’impegno dell’Ordine a fronte di due problematiche ben differenti tra di loro: le istanze sostenute dalla Delibera regionale 570 in relazione alla drammatica carenza di medici nei Pronto Soccorsi, come ben risaputo vera e propria emergenza in tutto il Paese e l’angosciante questione del pronunciamento della Suprema Corte in tema di suicidio assistito.

Ho pedissequamente elencato solo una piccola parte di quello che, al pari di tutti gli altri, fa il nostro Ordine, con l’augurio che venga ricordato e valorizzato, magari la prossima volta che andremo a chiedere un certificato o un’informazione in via Vanini.

A tutti i Colleghi e alle loro famiglie gli auguri sinceri della Presidenza e del Consiglio per le imminenti Festività.