ECM: luci e ombre

di Teresita Mazzei

Riposti negli scatoloni gli addobbi e le luminarie che hanno abbellito le feste appena trascorse, in questo primo scorcio dell’anno vorrei spendere qualche parola per parlare di ECM, croce, delizia e talvolta oggetto oscuro per tanti Colleghi che improvvisamente hanno dovuto fronteggiarlo.

Partiamo allora dall’inizio. Come tutti sanno, o almeno dovrebbero sapere, il Codice di Deontologia Medica rappresenta il testo fondante della nostra professione nel quale sono raccolti in maniera ordinata gli obblighi ai quali tutti dobbiamo attenerci.

L’articolo 19 del Codice intitolato Aggiornamento e formazione professionale permanente recita testualmente: “il medico, nel corso di tutta la sua vita professionale, persegue l’aggiornamento costante e la formazione continua per lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze professionali tecniche e non tecniche, favorendone la diffusione ai discenti e ai collaboratori. Il medico assolve agli obblighi formativi. L’Ordine certifica agli iscritti ai propri Albi i crediti acquisiti nei percorsi formativi e ne valuta le eventuali inadempienze”.

Anche se la semplice lettura di quest’articolo e un minimo di riflessione partecipata sul suo reale significato dovrebbero poter stimolare il “senso del dovere”, per anni le istanze della formazione continua hanno goduto di scarsissima considerazione presso molti medici, complice anche un certo colpevole disinteresse degli organismi tecnico-politici deputati alla sua gestione.

Le cose sono improvvisamente cambiate quando qualche mese fa sui giornali è deflagrata la notizia delle preoccupanti vicende legali e assicurative che hanno coinvolto un collega citato in giudizio da un paziente per una presunta questione di mala diagnosi/mala terapia. Ebbene, la Compagnia assicuratrice del medico in questione aveva sollevato un gran numero di eccezioni al suo operato sottolineando tra l’altro che il suo non avere conseguito i necessari crediti formativi per il periodo in oggetto avrebbe potuto anche invalidare la copertura assicurativa a suo tempo concordata.

Dunque ben si capisce come, in tempi di medicina sempre più difensiva e in presenza di richieste sempre più numerose di risarcimento per presunta colpa medica, la notizia sopra riportata abbia creato nei professionisti della salute una vera e propria psicosi e la ricerca spasmodica della quantificazione della propria situazione “creditizia”, avvicinandosi a grandi passi la scadenza del 31 dicembre 2019, termine ultimo per regolarizzare il debito formativo relativo al triennio 2017-2020.

Alla luce di questo scenario complesso, il 5 dicembre l’Ordine aveva inviato a tutti gli iscritti una lettera nella quale ricordava la situazione normativa corrente e gli obblighi deontologici in oggetto, sottolineando l’importanza della imprescindibile scadenza di fine mese.

Nei giorni successivi la situazione si è però incredibilmente modificata fino ad arrivare al 18 dicembre quando si è riunita a Roma la Commissione Nazionale per l’Educazione continua in Medicina al cui vertice siedono il Ministro della Salute Roberto Speranza (presidente) e il Presidente della FNOMCeO Filippo Anelli (vicepresidente).

In quella sede, tra gli altri argomenti all’ordine del giorno, è stata raggiunta la conclusione che il sistema ECM nazionale, a circa venti anni dalla sua istituzione, necessita di una profonda rivisitazione e di un capillare aggiornamento per continuare a rispondere in maniera efficace alle esigenze dei pazienti e alle nuove istanze del sistema sanitario, legate al progredire velocissimo di conoscenza e tecnologia. È stata pertanto decisa l’istituzione di un gruppo di lavoro che nel corso del 2020 dovrà occuparsi di rivedere criticamente e modificare questo importante e complicato percorso.

Al di là degli interventi di futura programmazione, quello che in maniera prioritaria riguarda adesso tutti i medici si compendia in poche righe contenute in un documento della Commissione che recitano testualmente: “l’acquisizione dei crediti formativi relativi al triennio 2017-2019 è consentita fino al 31 dicembre 2020 per eventi con data fine evento al 31 dicembre 2020. Per coloro che si avvalgono della presente disposizione non si applicano le riduzioni previste dal manuale sulla formazione continua del professionista sanitario, par. 1.1., punti 1 e 2”.

Molti colleghi potranno pertanto tirare un sospiro di sollievo, senza peraltro dimenticare che l’obbligo formativo, seppure posticipato nel tempo, rimane tuttavia valido e cogente.

Per il momento non si può però che rimanere ragionevolmente soddisfatti della situazione, anche perché finalmente si metterà mano alla revisione di un sistema che nel corso degli anni ha mostrato criticità e generato non poche perplessità: farraginoso, burocratizzato, fomentatore di troppi interessi economici, poco attento alla valorizzazione delle attività di ricerca, didattica e congressuali.

Il 2020 servirà dunque per individuare obiettivi, identificare aree di intervento e proporre concretamente correttivi e azioni di sviluppo.

L’impegno del nostro Ordine continuerà con l’organizzazione durante i prossimi mesi di moltissimi eventi formativi sui più svariati argomenti che permetteranno ai Colleghi di incrementare il proprio bagaglio formativo, con l’obiettivo che le scadenze di fine dicembre non rappresentino più un momento di angoscia e preoccupazione.

Mi sembra giusto in conclusione riportare e condividere una considerazione del presidente FNOMCeO a proposito della questione ECM secondo la quale appare assolutamente fondamentale “continuare l’azione culturale di promozione della professione medica quale garante dei diritti costituzionali e della sua determinante dimensione sociale”.

Buon anno a tutti!