COVID-19: esperienze e riflessioni dalla Rete Regionale Emergenze e Maxiemergenze Ospedaliere

Matteo NocciMatteo NocciDirigente Medico Specialista in Anestesia e Rianimazione, formazione specifica nel ramo della Medicina dei Disastri, attualmente in servizio presso l’Assessorato alla Sanità della Regione Toscana. È responsabile della Rete Regionale Emergenze e Maxiemergenze Ospedaliere e della Centrale Operativa Regionale Maxiemergenze - rete ospedaliera

 

 

Tra i piani di intervento messi a punto da Regione Toscana per far fronte all’emergenza COVID-19, è stata attivata, dai primi giorni del mese di marzo, la Centrale Operativa Maxiemergenze Regionale.

Con sede a Pistoia, la struttura si articola su due livelli di risposta: quello regionale, relativo in particolare al coordinamento della risposta ospedaliera, e quello nazionale, su disposizione del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale, per la gestione dei soccorsi remoti a supporto delle regioni più colpite (CROSS).

Sul piano regionale, la Centrale Operativa fornisce supporto e coordinamento nell’ambito sanitario per garantire la migliore risposta del sistema in circostanze di elevato afflusso di pazienti. In caso di pandemia, evento infrequente rispetto ad altre maxiemergenze, l’azione è mirata a potenziare la capacità di espansione e di risposta prolungata dell’intera rete di ospedali (composta da oltre quaranta strutture con diverso profilo nella gestione COVID) e, in particolare, delle aree intensive.

La Centrale opera in regime h 24 tramite personale medico, infermieristico e tecnico afferente al CRM (Coordinamento Regionale Maxiemergenze, funzione 2 Sanità) e per mezzo di uno specifico apparato tecnologico.

In considerazione del tipo di emergenza, in aggiunta agli avanzati sistemi di comunicazione già disponibili, è in uso per la prima volta la nuova piattaforma gestionale di livello regionale in grado di tracciare ed elaborare le informazioni provenienti dagli ospedali e da molte altre strutture sanitarie operanti sul territorio. In tal modo, sono continuamente monitorati i livelli di preparazione (ad esempio posti letto disponibili e ulteriormente attivabili, principio noto come surge capacity), di impegno del sistema e delle risorse disponibili, dal singolo ospedale all’azienda sanitaria fino all’ambito di area vasta o regionale, permettendo l’adozione di azioni precoci di controllo nel caso di superamento di valori di allerta ritenuti critici.

Le informazioni così raccolte sono continuamente validate da esperti nel ramo delle maxiemergenze e condivise con un tavolo di coordinamento regionale virtualmente operante presso la Centrale, rappresentato da responsabili o referenti degli enti coinvolti (Centrale Maxiemergenze, Aziende Sanitarie, Regione) e da coordinatori delle aree intensive.

Riunitosi fino a tre volte al giorno nella fase di massimo picco, tale gruppo definisce le strategie più opportune per evitare sovraccarichi dei singoli ospedali, garantendo la migliore risposta sanitaria anche nel caso di percorsi di cura complessi.

Dal momento dell’attivazione, avvenuta nei primi giorni di marzo, la Centrale Operativa ha gestito un elevatissimo numero di interventi in risposta alle necessità della rete ospedaliera, tra i quali trasferimenti in biocontenimento di pazienti critici, trasferimenti urgenti di personale, farmaci e dispositivi medici, favorendo un migliore bilanciamento di risorse, in stretta sinergia con le aziende e gli enti coinvolti.

Un modello che ha previsto inoltre lo stoccaggio, il collaudo e la consegna delle molte risorse tecnologiche disponibili, grazie alla stretta collaborazione con ESTAR, permettendo una tempestiva risposta alle necessità rilevate dalle singole aziende, tra cui anche l’allestimento di nuove aree destinate alla gestione di pazienti COVID.

Per conto di Regione Toscana, la Centrale è intervenuta nella fase di risposta alle richieste di assistenza sanitaria extra regionali coordinate da CROSS, in particolare per la presa in carico di pazienti critici provenienti dalle aree più colpite dalla pandemia. Un numero significativo di pazienti critici sono stati ricoverati in diversi ospedali del territorio, definiti sulla base del livello di disponibilità e specifica competenza per il tipo di assistenza richiesto.

Inoltre, dall’inizio del mese di aprile la Centrale ha coordinato il punto medico avanzato (PMA di II livello) situato in prossimità della nave Costa Diadema presso il porto di Piombino, coinvolta nell’emergenza COVID-19. Allestito in tempi record, grazie anche al supporto delle Associazioni di Volontariato, si tratta di una struttura in grado di garantire la gestione avanzata di pazienti potenzialmente positivi, nel rispetto dei più alti standard di bioprotezione.

Il Punto Medico Avanzato, inteso come un anello della rete ospedaliera, assolve alla funzione di prendere in carico e stabilizzare eventuali pazienti destinandoli non necessariamente alla struttura più vicina, bensì a quella più opportuna, tenuto conto delle necessità assistenziali e dello stato della rete ospedaliera.

Intesa come braccio operativo del sistema di risposta alle maxiemergenze, la Centrale Operativa rappresenta un sistema di sicurezza nodale, unico nel suo genere sul panorama nazionale per il forte livello di integrazione raggiunto tra il piano di risposta territoriale e quello di rete ospedaliera.

Un’esperienza resa possibile grazie al valore e all’impegno della squadra, che permetterà certamente di garantire una risposta ancora migliore nel caso di eventi maggiori.

Fig 1 Nocci


matteo.nocci@regione.toscana.it


Operatori centrale operativa/rete ospedaliera

Personale medico: Bargagna, Bertocci, Capecchi, Corsini, Montomoli, Pancani
Personale infermieristico: Aiardi, Andreini, Bauducco, Biagini, Bruschi, Ferrari, Menici, Pagliai, Pompeo, Querci, Selmi
Personale tecnico: Breschi, Desideri, Fini, Presi, Priola, Spinetti, Tempestini, Terreni
Sviluppo sistema gestionale: Dannaoui, Nocci
Regione Toscana: Mechi, Michelangeli, Righi
AA.VV. Volontariato: ANPAS, CRI, Misericordie

Fig 2 Nocci