Un protocollo di intesa per l’informazione scientifica del farmaco

Andrea VenerandaAndrea VenerandaPresidente Regionale dell’Associazione Italiana Informatori Scientifici del Farmaco (AIISF) Toscana

 

 

Nel gennaio scorso, tra l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Firenze e l’Associazione Italiana Informatori Scientifici del Farmaco (AIISF) è stato siglato un importante accordo che regolamenta e disciplina i rapporti complessivi tra queste due categorie di professionisti. L’emergere del COVID purtroppo ha causato un notevole ritardo nell’iter di tutte le procedure ed è adesso intenzione delle parti riprendere in pieno il discorso iniziato qualche mese fa, a tutela di entrambe le categorie, della sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale e, soprattutto, dei pazienti.

Era solo l’inizio del gennaio di questo 2020 quando tra Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Firenze e l’Associazione Italiana Informatori Scientifici del Farmaco (AIISF) è stata suggellata, con una sincera stretta di mano tra le parti, la pubblicazione di un protocollo d’intesa per l’informazione scientifica a coronamento di un rapporto di reciproca stima personale e professionale da sempre esistito. Purtroppo l’emergenza Covid-19, subito dopo esplosa, rischia di offuscare quanto era stato scritto in modo esauriente per affrontare e inquadrare il rapporto tra la classe medica e l’informazione scientifica.

Gli informatori scientifici del farmaco hanno il diritto/dovere di svolgere al meglio la propria attività lavorativa, che consiste in un importante servizio esercitato anche e soprattutto a vantaggio della classe medica e che, comunque, costituisce un valore aggiunto per tutti gli operatori del settore. Tale attività coinvolge numerose figure aventi competenze tecniche e relazionali altamente qualificate ed ha, non va dimenticato, un importante risvolto in termini strettamente occupazionali/lavorativi.

Al diritto/dovere degli informatori di svolgere il proprio lavoro corrisponde il preciso diritto/dovere della classe medica di permettere che tale lavoro venga espletato nella maniera più congrua, sempre con il fine ultimo di tutelare la salute della popolazione.

In questo momento di emergenza e di recupero graduale di ogni attività lavorativa (che tutti si augurano avvenga nel tempo più breve possibile e in maniera duratura), si rende necessario obbligatoriamente adottare misure e norme comportamentali, del resto già previste in modo esaustivo nelle Ordinanze n. 60 e 65 del Presidente Regionale Enrico Rossi, allo scopo di coniugare il diritto al lavoro con la garanzia alla salute e sicurezza, minimizzando il rischio prodotto dalla diffusione del Covid-19.

Sono tutte misure relative al distanziamento e all’utilizzo di DPI alle quali le figure professionali che da sempre lavorano in ambito sanitario sono in grado di ottemperare, permettendo così la ripresa di quel rapporto che c’è sempre stato nelle condizioni di massima sicurezza.

Il documento sottoscritto a gennaio intitolato Informazione scientifica del farmaco, normativa e codici associativi (https://www.ordine-medici-firenze.it/professione/moduli-e-documenti/informazione-scientifica-del-farmaco) rappresenta un nuovo punto di partenza nella definizione dei rapporti tra enti, classe medica e informatori scientifici e definisce ruoli, ambiti e rapporti reciproci tra i suddetti soggetti, alla luce delle normative e delle linee guida che si sono succedute dopo l’approvazione del decreto legislativo 219 del 2006. Detto decreto precisa le modalità e i contenuti oggetto di informazione scientifica che devono obbligatoriamente essere forniti da professionisti qualificati quali gli informatori scientifici del farmaco.

L’esercizio della professione medica è fondato sui valori di libertà, indipendenza, autonomia e responsabilità e la prescrizione è una diretta, specifica, esclusiva e non delegabile competenza del medico, basata sulle evidenze scientifiche disponibili, sul rispetto dei principi di efficacia clinica, sicurezza e appropriatezza e infine, ma non ultimo, sull’uso ottimale delle risorse. Il medico effettua tutte le sue scelte al fine di tutelare la salute individuale e collettiva e la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale.

Si ritiene che, in ambito di Sanità Pubblica, esercitare una collaborazione proficua tra medici, farmacisti e informatori per un’informazione scientifica di qualità rappresenti uno degli elementi strategici per il perseguimento dell’appropriatezza, dell’efficacia e della compliance nell’uso dei farmaci.

Un’informazione di qualità, fondata sulle evidenze, ha lo scopo ultimo di fornire ai pazienti un reale vantaggio in termini di salute perché porta il medico curante ad avere una conoscenza indispensabile alla prescrizione del farmaco appropriato per la patologia da curare.

Sia il medico che l’informatore scientifico sono figure coinvolte nella farmacovigilanza attiva: attraverso la collaborazione reciproca è possibile attuare quei processi di sorveglianza post-marketing sempre più necessari in un panorama dove l’immissione in commercio di farmaci è divenuta molto più rapida che in passato, a seguito di iter autorizzativi che risentono delle richieste di tutela della salute da parte dei cittadini.

L’attività d’informazione medico-scientifica è oggetto di precise e vincolanti normative emanate dal Parlamento e dai poteri territoriali competenti. Tali normative, al fine di attuare i principi di trasparenza e correttezza, vanno a regolare ogni aspetto dell’attività (ad esempio: utilizzo del materiale promozionale che deve essere obbligatoriamente approvato da Aifa; distribuzione dei campioni gratuiti che deve corrispondere al dettato dell’art. 125 D. lgs. 219/2006; progetti per convegni di aggiornamento scientifico o per sponsorizzazioni).

L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Firenze e AIISF, inoltre, promuovono in tutte le sedi l’utilità degli incontri professionali tra medico e informatore scientifico del farmaco riguardo all’uso appropriato dei medicinali a vantaggio della salute dei pazienti e intraprendono iniziative volte alla conoscenza del ruolo professionale dell’informatore in ambito sanitario; promuovono inoltre il corretto e ordinato accesso degli informatori scientifici agli ambulatori attraverso l’esplicitazione di regole chiare e condivise, evidenziate su appositi cartelli affinché non sussista interferenza con l’attività assistenziale dei medici ai pazienti.

Nel protocollo pubblicato emerge quindi un rapporto ben delineato e regolato sotto ogni punto di vista, che rischia invece di essere stravolto nell’emergenza attuale in cui sono state introdotte varie modalità di contatti “da remoto”, in grado, con la loro assenza di norme, di creare facilmente difficoltà, fastidi, perdita di rapporto umano e disorganizzazione, tutte cose che poco hanno a che fare con quanto fin qui descritto, quotidianamente vissuto e concordato.

Siamo certi che questo percorso possa riprendere come è sempre stato, così come siamo certi che le fondamenta, poste dal summenzionato protocollo per rafforzare e avvalorare l’importanza degli incontri tra queste due classi di professionisti, non verranno scalfite da tutte le misure emergenziali in atto, anche se certamente saranno da queste rese di più difficile attuazione pratica. Ma, così come sono state da sempre limate e aggiustate anche le più piccole divergenze, è con la collaborazione, la considerazione reciproca e il dialogo che potrà essere affrontato e risolto ogni problema.

Con l’obiettivo chiaro di poter, molto presto, tornare a quella sincera e vigorosa stretta di mano, scambiata ovviamente di persona.