Il tabagismo: quali pazienti, quanti trattamenti e i risultati

Antonella ManfrediAntonella ManfrediMedico Specialista in Psichiatria e Psicoterapia. Direttore Area Dipendenze Asl Toscana-Centro. Direttore U.F.C. Servizio per le Dipendenze Prato

 

Patrizia GaiMedico Specialista in Tossicologia Medica, U.F.C. Dipendenze Prato, Asl Toscana-Centro

Valentina GalliMedico Specialista in Tossicologia Medica, U.F.C. Dipendenze Prato, Asl Toscana-Centro

I fumatori di tabacco in Italia sono 11,6 milioni (dati Istituto Superiore di Sanità) e rappresentano il 22% della popolazione. Il tabagismo è classificato come una patologia in ICD-10, e spesso il fumatore è affetto da altre malattie fumo-correlate. In caso di infezione da SARS-CoV-2, i dati disponibili ci segnalano che un tabagista ha un maggiore rischio di decorso severo.

Parole Chiave: tabagismo, dipendenza, nicotina, fumo di tabacco e comorbilità

Introduzione

In Italia i fumatori sono 11,6 milioni, pari al 22% della popolazione. Nonostante sia considerato, talora anche dal personale sanitario, un vizio, un fattore di rischio, un’abitudine, il tabagismo è una patologia classificata in ICD-10 ed è codificata insieme alle dipendenze da altre sostanze. Il Centro Antifumo (CAF) di Prato, ASL Toscana-Centro, è parte integrante del Servizio delle Dipendenze (Ser.D) ed è attivo dal 2002. I pazienti tabagisti condividono spazi e orari con i pazienti che afferiscono al Ser.D. per altre dipendenze. Questo da una parte contribuisce ad abbattere lo stigma che spesso segna le dipendenze da sostanze illegali, dall’altra aiuta il tabagista a comprendere che il fumo è una dipendenza che ha molti aspetti in comune con le dipendenze da sostanze illegali. I pazienti fumatori che si rivolgono al servizio sono progressivamente aumentati negli anni, fino a raggiungere circa 300 nuovi accessi nel 2019.

Pazienti e metodi

Abbiamo valutato un campione di 354 nuovi accessi afferenti al CAF nel periodo compreso dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2019.

Ciascun paziente ha effettuato una prima visita medica specialistica con misurazione del monossido di carbonio (CO) nell’espirato e valutazione del grado di dipendenza da nicotina mediante test di Fargestrom. Durante la prima visita vengono proposti, se indicati, una terapia farmacologica e un programma di counselling individuale e/o di gruppo. I farmaci prescritti sono scelti tra quelli indicati da Linee Guida della Società Italiana di Tabaccologia.

Successivamente, sulla base dell’andamento clinico, vengono programmate visite mediche di controllo per almeno 3 mesi. A distanza di 6 e 12 mesi dal primo accesso, i pazienti sono rivalutati in ambulatorio o ricontattati telefonicamente.

Risultati

Nell’arco dei 18 mesi di osservazione, abbiamo valutato a prima visita un totale di 354 pazienti: 194 uomini (55%) e 160 donne (45%). Età media: 54 anni. In Tabella I sono mostrate le caratteristiche del campione nel totale.

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Il consumo medio di sigarette è di 21 al giorno a persona. La maggioranza dei pazienti ha una dipendenza forte e molto forte da nicotina al test di Fargestrom. Il 77% sul totale dei pazienti presenta almeno un’altra patologia (cardiovascolare, pneumologica, psichiatrica, neoplastica). Di questi, il 42% presenta più patologie (Figura 1).

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Il percorso ambulatoriale è stato portato a termine da 232 pazienti, il 66% del totale. È stato valutato il valore indice “astinenza da tabacco” rispettivamente a 1, 3, 6, e 12 mesi dal primo accesso al nostro servizio. I risultati sono riportati in Tabella II e Figura 2 a seguire.

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La percentuale di astinenti a un mese è del 64%, ed è del 43% a un anno. In Tabella III a seguire è mostrato il numero dei pazienti astinenti che hanno assunto terapia farmacologica. Come è possibile vedere, 148 pazienti sul totale dei 149 astinenti hanno assunto una terapia prescritta dal nostro servizio. Un unico paziente ha raggiunto l’astensione da tabacco senza la terapia.

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Discussione

Dall’osservazione dei pazienti del nostro campione, abbiamo rilevato che maschi e femmine si rivolgono al CAF nella stessa percentuale, mentre la percentuale di fumatrici a livello nazionale è del 38% di tutti i fumatori. Ciò suggerisce che nella donna si rileva una maggiore difficoltà a interrompere il fumo, come riportano anche studi di letteratura scientifica. Principalmente le richieste di aiuto ci giungono da pazienti con un punteggio pari o superiore a 5 al test di Fargestrom, indice di una dipendenza da nicotina forte (33%) e molto forte (45%). Notiamo quindi che una forte dipendenza fisica da nicotina e l’appartenenza al sesso femminile sono due fattori che spingono a rivolgersi al CAF. In generale possiamo dire che circa 2 pazienti su 3 portano avanti il percorso. Inoltre, 3 pazienti su 4 hanno almeno un’altra patologia fumo-correlata. Più della metà dei pazienti raggiunge l’astinenza a un mese (64%) e il 43% la mantiene a un anno. Nella nostra esperienza clinica, praticamente, tutti i pazienti che hanno raggiunto l’astinenza a un mese hanno assunto terapia farmacologica (148 casi su 149 totali).

Conclusioni

Sia la nostra esperienza clinica che i dati di letteratura scientifica indicano che il paziente tabagista richiede un percorso dedicato, che comprenda la proposta di una terapia farmacologica necessaria a raggiungere l’astinenza e incontri di rivalutazione nel tempo.Per quanto riguarda il sesso femminile, è auspicabile l’attivazione di percorsi genere-specifici. Infine, vista l’elevata percentuale di pazienti con comorbilità che accedono al servizio, è auspicabile la condivisione di percorsi con altre specialità.

patrizia.gai@uslcentro.toscana.it