Didattica universitaria e Medicina ai tempi del COVID-19

Stampa

Fabio Marra

Fabio Marra
Si è laureato a Firenze nel 1986. Dal 1992 al 1994 ha lavorato in USA su progetti di Medicina Traslazionale. È professore ordinario di Medicina Interna e dirige la SOD Medicina Interna ed Epatologia dell’AOU Careggi. Dal 2018 è Prorettore all’Area Medico-Sanitaria

Domenico Prisco

Domenico Prisco
Ordinario di Medicina Interna, DMSC, Università degli Studi di Firenze. Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze. Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina Interna.Direttore della SOD Medicina Interna Interdisciplinare e Responsabile dell’Area Dipartimentale Omogenea Medica del DAI Neuromuscoloscheletrico e degli Organi di Senso, AOU Careggi, Firenze. Coordinatore del Master “Trombosi ed emostasi”. Editor-in-chief di Internal and Emergency Medicine

Si godano i metafisici le loro verità eterne, noi preferiamo i nostri errori di oggi; a noi basta sapere che contengono un po’ più di vero degli errori di ieri
Luigi Murri, Quattro lezioni e una perizia


La pandemia COVID-19 ha avuto un impatto drammatico sulla salute e sulle vite dei pazienti infettati, ma anche su una miriade di aspetti aventi una grande influenza sull’economia, la formazione e la vita quotidiana. Tra questi la formazione universitaria sta tuttora vivendo un momento assolutamente particolare, dovuto alle limitazioni imposte dai provvedimenti per tutelare la salute pubblica. L’inizio della pandemia COVID-19 ha infatti inciso in modo determinante sulla didattica universitaria, imponendo un repentino passaggio a una modalità di insegnamento a distanza. È stato necessario pertanto adottare, in tempi rapidissimi e compatibilmente con il materiale tecnologico a disposizione sia dei docenti che dei discenti, una nuova strategia di insegnamento, che consentisse agli studenti di non interrompere la loro carriera universitaria.

A Firenze si è provveduto con due soluzioni rapide e semplici. In primo luogo, il caricamento del materiale di studio (dispense e presentazioni corrispondenti alle lezioni corredate di testo esplicativo o di file audio) sulla piattaforma Moodle, per la fruizione asincrona da parte di tutti gli studenti. In secondo luogo, è stata organizzata la conduzione delle lezioni attraverso una piattaforma di video-conferenza, come Google Meet, cercando di mantenere gli stessi orari previsti per le lezioni in presenza. In base al grado di limitazione esistente, sono state previste lezioni in modalità mista, permettendo soltanto a un ristretto numero di studenti di poter assistere in presenza e privilegiando gli iscritti al primo anno di corso. Con il consenso del docente, le lezioni sono state spesso registrate e messe a disposizione degli studenti, per coloro che avessero perso la diretta o per consentire anche a chi avesse assistito di poter ritornare sull’argomento.

È indubbio che in tal modo siano venuti in larga parte a mancare lo scambio e gli aspetti più dialettici e interattivi della lezione, ma la variazione delle attività frontali non pone in realtà particolari problemi ed è comunque trasversale a tutte le discipline.

Certamente più complessa è stata la trasformazione delle attività di tirocinio delle Scuole di area medico-sanitaria, che sono svolte generalmente all’interno dei reparti assistenziali o nelle strutture sul territorio e che devono prevedere un’interazione diretta con il paziente. In particolare, i tirocini del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia costituiscono una parte irrinunciabile della formazione medica, poiché ritenuti indispensabili per generare e consolidare le competenze attese dai profili professionali a un livello iniziale e avanzato e per sviluppare una solida identità professionale attraverso processi di apprendimento pratico. Se nella primavera del 2020 la maggior parte della didattica, sia nel Centro-Nord sia negli atenei del Mezzogiorno, si è svolta a distanza, in autunno ci si è dovuti confrontare con un inizio di semestre più ottimista, che si è poi purtroppo tramutato in una seconda ondata, e le decisioni sono state diverse. La Conferenza Permanente dei Presidenti del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia (CPPCLMMC) insieme alla FNOMCeO hanno analizzato, mediante uno specifico questionario, lo svolgimento delle attività di tirocinio abilitante del sesto anno, erogate nel trimestre ottobre/dicembre 2020. I risultati ottenuti evidenziano, innanzitutto, un forte impegno dei Corsi a condurre alla laurea gli studenti entro il tempo previsto dal curriculum formativo nazionale. Questo sforzo nel mantenere le tempistiche di laurea, sia per il Corso in Medicina e Chirurgia che per i Corsi delle Professioni Sanitarie – in particolare Infermieristica –, si è reso necessario allo scopo di fornire in tempi adeguati nuovi professionisti in un momento di grande necessità per le strutture sanitarie. Prendendo dunque in esame gli studenti del sesto anno di corso, è emerso che i tirocini abilitanti di area medica e chirurgica si sono svolti per il 62% in modalità mista (presenza/distanza) e per il 23% esclusivamente in presenza. Solo il 15% degli studenti è dovuto ricorrere a dei tirocini totalmente a distanza. Per quanto riguarda invece il tirocinio abilitante svolto presso i medici di Medicina Generale è risultato che le attività sono state svolte totalmente in presenza nel 38% delle sedi, in modalità mista nel 36% e totalmente a distanza nel 26%. Dall’analisi dettagliata delle risposte, si evince come tutte le modalità consigliate dalla CPPCLMMC e dalla FNOMCeO siano state seguite a livello nazionale, ricorrendo in particolare all’uso di video-conferenze con il tutor sui casi clinici reali (68%) o simulati (55%).

Per quanto riguarda i tirocini dell’Università di Firenze analizzeremo nello specifico quelli del sesto anno, per la loro rilevanza nella preparazione dello studente. Ci si è premurati, in primo luogo, di consentire il completamento del tirocinio pratico valutativo (TPV) agli studenti del sesto anno in corsa per ottenere la laurea e l’abilitazione entro l’estate. In un primo momento, la chiusura degli ospedali agli studenti e l’assenza di direttive chiare hanno costretto all’attesa. Tuttavia, con il DPCM del 26 aprile 2020, che consentiva la prosecuzione del TPV anche con modalità non in presenza, è stato possibile iniziare a organizzare le attività di tirocinio. Nella primavera 2020 la maggior parte degli studenti del sesto anno aveva già frequentato nel primo semestre il tirocinio abilitante di area medica e chirurgica, mentre quello di Medicina Generale era previsto nel secondo semestre. Si è scelto in questo caso di utilizzare una formazione che fosse totalmente a distanza, sia per coloro che non avevano ancora svolto il tirocinio di area medico-chirurgica, sia per gli studenti che dovevano frequentare il tirocinio di Medicina Generale. Questo è stato reso possibile dal contributo di alcuni colleghi, che con grande abnegazione hanno realizzato una serie di videoconferenze a cadenza quasi quotidiana, rivolte a gruppi di circa 25 studenti, con presentazioni e discussioni interattive di casi clinici o di altri temi rilevanti per la Medicina Generale. Sono state anche utilizzate alcune FAD della FNOMCeO per l’autoformazione. Nello stesso semestre, inoltre, si è dovuto organizzare anche l’ultimo turno del tirocinio postlaurea, per gli studenti laureati da dicembre a marzo 2020, aumentando così il carico di lavoro per i docenti. La Scuola di Scienze della Salute Umana ha pertanto profuso uno sforzo organizzativo senza precedenti, che si è prolungato fino alla fine di settembre 2020.

Con l’arrivo dell’autunno, l’impegno di far tornare in reparto gli studenti è stato rispettato: era indispensabile, infatti, che gli studenti potessero svolgere anche attività volte a sviluppare abilità manuali e pratiche, in modo da maturare una “esperienza vissuta” nei luoghi di prevenzione e cura, a fianco di professionisti impegnati nel lavoro clinico quotidiano. Pertanto, è stata necessaria una cauta ripresa delle attività in presenza negli ambienti clinici e, nonostante alcune riprogrammazioni imposte dalla seconda ondata di novembre, il tirocinio di area medica e chirurgica si è potuto infine svolgere integralmente in presenza nei diversi ospedali della rete formativa. Queste attività sono state rese possibili grazie alla collaborazione delle direzioni aziendali ospedaliere, a una piena accessibilità degli spazi assistenziali e al protocollo di vaccinazione degli studenti, iniziato a gennaio 2021. Infine, il 15 marzo u.s. è iniziato il tirocinio di Medicina Generale presso gli studi dei colleghi, che hanno dimostrato piena disponibilità a riprendere il tutoraggio degli studenti sospeso nel 2020.
Come spesso avviene, si possono trarre insegnamenti utili dalle situazioni di difficoltà. L’esperienza dei casi clinici discussi a distanza con il tutor ha ricevuto un alto tasso di gradimento e, per la Medicina Interna nel primo semestre e per la Medicina Generale nel secondo, sono state perciò organizzate durante il sabato mattina delle video-conferenze con uno o più tutor, che hanno guidato gruppi di studenti alla diagnosi e alla terapia di casi clinici complessi. Così, da un ruolo sostitutivo, si è passati a un ruolo integrativo della didattica a distanza che ha appassionato molti tutor e ha interessato gli studenti, i quali nel semestre appena concluso hanno manifestato un indice di gradimento superiore al 90%, attraverso un questionario che ha fornito numerosi spunti di riflessione.

La didattica a distanza non è quindi solo un sostegno durante l’emergenza, ma una risorsa che può integrare quella classica (per autore controllare). A questo proposito, sono in aumento le evidenze che indicano come un numero non irrilevante di studenti preferisca l’interazione sulle piattaforme della didattica a distanza, rispetto alla lezione in presenza. Si tratta di una “presenza virtuale”, diversa da quella fisica, ma comunque di grande rilevanza per la generazione che siede attualmente sui banchi universitari e che utilizza blog, wikis e gruppi di discussione per ottenere interazione sociale e costruzione di conoscenza condivisa.

In conclusione, riteniamo che la pandemia stia rappresentando un momento di grande criticità per gli studenti di tutte le Scuole, e in particolare per quelli della Scuola medica. I docenti hanno profuso il massimo sforzo per assicurare una preparazione, anche pratica, di massimo livello per tutti gli studenti. È verosimile però che, grazie all’esperienza maturata in questi mesi, anche al termine dell’emergenza pandemica alcune modalità “nuove” di didattica e di interazione con gli studenti saranno comunque mantenute e potenziate.

fabio.marra@unifi.it

“Oggi lo sfratto delle scienze storiche – ma anche della psicologia, della sociologia e della filosofia – dalle facoltà mediche esprime una orgogliosa autosufficienza dall’orientamento biologico-clinico. Questo ha avuto molti successi nell’approfondimento delle conoscenze sull’uomo e sulla casistica delle guarigioni effettive, ma ha palesato i maggior limiti come modello di cultura, di vita e persino di etica dell’attività medica”
Giovanni Berlinguer, Storia della politica della salute

Tags: