Ricercare l’appropriatezza nella clinica: documenti del Consiglio Sanitario Regionale

Gli argomenti proposti sintetizzano la più recente letteratura medica, integrata e rivista da considerazioni cliniche dei Professionisti sotto elencati:

PROF. GIANCARLO BERNI (Coordinatore)

DR. ANTONIO BAVAZZANO (Geriatria)

DR. FRANCESCO BELLOMO (Medico di Salute Pubblica)

DR. GIANCARLO CASOLO (Cardiologo)

PROF. GIANNI FORTI (Endocrinologo)

DR. CESARE FRANCOIS (Medico delle Emergenze)

DR. ALFONSO LAGI (Internista) 

DR.SSA LUISA PETRONE (Endocrinologa)

DR. LUIGI TONELLI (Epidemiologo)

DR. ALFREDO ZUPPIROLI (Cardiologo)


Pubblichiamo volentieri gli ultimi lavori di un gruppo di esperti del Consiglio Sanitario Regionale, che ha cessato la sua attività nella primavera scorsa. Gli argomenti trattati mostrano come si può, attraverso il lavoro degli esperti, conciliare l’interesse del paziente (appropriatezza clinica) e quello della collettività (sostenibilità del servizio). Ci auguriamo con questa pubblicazione di fare cosa utile per i colleghi, fornendo indicazioni scientificamente corrette della loro attività quotidiana.

Responsabilizzare il prescrittore porta all’appropriatezza. Nella specialistica, che ha superato come spesa la farmaceutica, essa può ridurre le liste di attesa per visite ed esami, anziché continuare ad immettere risorse nel sistema. I dati mostrano che, mentre la farmaceutica territoriale va ascritta alla Medicina Generale, la specialistica va ascritta in parte maggiore agli specialisti.

 

Parole chiave: appropriatezza, liste di attesa, farmaceutica, specialistica responsabilizzazione


Nell’assistenza sanitaria il concetto di “appropriatezza” indica le soluzioni di diagnosi e cura che, nelle diverse situazioni di malattia, siano tali da massimizzare il beneficio e minimizzare il rischio. Al contrario, viene considerata inappropriata una procedura il cui rischio sia superiore ai benefici attesi.
Il problema è tanto noto, rilevante e sentito che nel dicembre 2015 il Ministero della Salute, con un decreto apposito, si è fatto carico di produrre un lungo elenco di coppie patologia-prestazione sanitaria da ritenersi inappropriate e come tali non rimborsabili dal Servizio Sanitario.
Molte sono state le critiche a questo decreto, relative tanto all’elevato grado di specificità di molte delle prestazioni prese in considerazione, tale da renderle delle vere rarità, quanto alla reale vastità delle indicazioni di altre, tale da non poter confinare le stesse in un numero finito. E in effetti il decreto ministeriale dopo un semestre di validità è stato abrogato senza peraltro essere sostituito da altri. Ma il rischio inappropriatezza era ed è reale e importante, tanto da motivare le Amministrazioni sanitarie regionali, quanto meno le più attente, a procedere comunque per proprio conto.
L’Amministrazione Sanitaria della Toscana, avvalendosi del Consiglio Sanitario Regionale, ha a suo tempo intrapreso una via diversa per fornire indicazioni utili a contenere le diseconomie e i rischi clinici connessi a prestazioni indebite. Prendendo in considerazione malattie d’organo e sindromi di particolari frequenza e importanza, ha promosso e avviato la redazione di Percorsi Diagnostico-Terapeutici e Assistenziali. Il lavoro, coordinato dal Prof. Giancarlo Berni e condiviso con le Società Scientifiche, è stato svolto da Professionisti delle differenti specialità operanti nell’ambito regionale ed ha condotto alla stesura di protocolli relativi a differenti argomenti clinici. La formulazione di questi protocolli è stata pensata per il rapido e appropriato utilizzo di metodiche e strumenti di diagnosi e cura attualmente disponibili nell’ambito del Servizio Sanitario Regionale, relativamente a condizioni cliniche di alta incidenza e significativo impatto economico quali le nodulazioni tiroidee, le disfunzioni tiroidee, la fibrillazione atriale, il deterioramento mentale dell’anziano.
È stata anche avviata una seconda linea di definizione di protocolli, relativa a condizioni cliniche di difficile diagnosi ma per le quali è indispensabile grande tempestività di intervento. In questo ambito è stato individuato per il momento un solo percorso, quello relativo alla discriminazione delle possibili cause letali di dolore toracico, in particolare l’embolia polmonare, la dissecazione dell’aorta e l’infarto miocardico.
Tutti i documenti sono stati elaborati nell’ambito delle competenze del Consiglio Sanitario Regionale, su indicazione del Vice Presidente dello stesso, e Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Firenze, Dr. Antonio Panti.

 

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