I medici convenzionati del 118 chiedono attenzione e rispetto

Buongiorno, al fine di difendere i nostri diritti di lavoratori della sanità che, ogni giorno e ogni notte, scendono in campo in difesa della salute pubblica, come avamposto di un SSN sempre più aggredito dalle problematiche di salute che quotidianamente si moltiplicano, noi medici convenzionati del 118, addetti all’emergenza sanitaria territoriale, vogliamo rendere noto quanto segue: 1) non esiste per noi un diritto alla malattia vero.

Se ci si ammala ognuno provvede con una propria assicurazione all’uopo costituita. Abbiamo una tutela sanitaria fornita per 30 giorni da un’assicurazione privata che per essere attivata necessita di innumerevoli documentazioni, fogli e controfogli da cui alla fine scaturisce un rimborso che in piccola parte va a coprire il mancato introito dello stipendio, che ricordiamo per noi essere in relazione alle ore di servizio effettuate.

Chi non lavora in sostanza non mangia! Ricordiamo inoltre che molti colleghi percepiscono tale rimborso anche con 1 o 2 anni di ritardo rispetto alla malattia; 2) i medici del 118 sono quelli che per primi arrivano su incidenti stradali, infarti del miocardio, embolie polmonari, insufficienze respiratorie gravi ecc.: siamo coloro che arrivano quasi sempre per primi al letto del malato e che per primi effettuano il soccorso dello stesso con eventuale trasporto in ospedale.

I medici del 118, non rispondono al telefono o per mail, ma si recano fisicamente dal paziente. I medici del 118, con la pandemia del Coronavirus, sono quelli che subito vengono chiamati al fine di espletare quel fitro necessario affinché il SSN pubblico non si collassi. Siamo quei sanitari che rischiano per primi, in specie oggi, di prendersi malattie che possono davvero sfociare in problematiche di salute e perfino portare alla morte.

Noi arriviamo quasi sempre per primi dal paziente, questo è il nostro compito. Sembrerebbe il più importante eppure nessuno ci ha considerato.

Il nostro presidente del Consiglio, le tv, i giornali intervistano tutti, ma per noi, che siamo quelli che rischiano di più e che fanno sì che il sistema non si paralizzi, esiste solo il nulla come considerazione generale.

Siamo noi che fisicamente a casa del paziente scegliamo chi ospedalizzare, noi facciamo sì che gli ospedali non si riempano velocemente, con la nostra professionalità, rischiando la nostra salute! DOVE SONO LE NOSTRE TUTELE?; 3) è stata prevista dal Governo una quarantena retribuita per i dipendenti, un’incentivazione per i dipendenti, un congedo parentale, ma per i medici convenzionati per il 118 cosa è stato previsto? Per tutelare le nostre famiglie e la qualità del nostro lavoro, cosa Codesto Stato ci ha riservato? IL NULLA! E a niente è servito il richiamo del presidente dell’Enpam al riguardo.

Con la speranza che questa mail sia solo la prima di molte in tutta Italia a partire da molti comitati che speriamo si costituiscano nelle varie province, da subito chiediamo al Governo, ai Presidenti di Regione, ai Sindaci di adoperarsi in tal senso a tutela della nostra situazione, istituendo in tempi reali e rapidi gli idonei presidi mancanti alla salvaguardia della nostra posizione lavorativa. Siamo stanchi di discorsi sulla nostra pelle! Chiediamo inoltre agli Ordini professionali, all’Enpam e ai sindacati tutti un appoggio fattivo per migliorare la nostra situazione tutt’altro che semplice, anche alla luce dell’epidemia che sta avanzando inesorabile e che presto avvolgerà tra le sue spire anche qualche poco tutelato valente medico addetto all’emergenza territoriale (118) con conseguente mancato introito e inevitabili difficoltà familiari.

Massa, 12 marzo 2020

Comitato Medici Convenzionati 118 Massa Carrara