Il nuovo flusso della mortalità

Il nuovo flusso della mortalità: un cambiamento epocale al quale come medici dobbiamo prepararci non solo per sostenerlo ma per utilizzarlo al meglio.

In questa fase storica che tutti stiamo vivendo con grande sofferenza si sta prospettando a breve un cambiamento epocale nell’approccio alla certificazione di morte. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero della Salute e il Ministero dell’Interno, ha stilato un testo di Decreto che è all’attenzione del Garante della Privacy, dell’ANCI, nonché delle Regioni, riguardante la digitalizzazione delle cause di morte direttamente da parte dei medici certificatori. Si tratta di un cambiamento che attendevamo da anni, almeno dal Decreto Legge 179 del 2012 con il suo invito a velocizzare il processo di automazione di questo flusso, pure ribadito nel Decreto Rilancio del 19-5-2020.

Il nuovo Decreto prevede un’accelerazione nell’invio agli Enti competenti delle informazioni delle schede di decesso ISTAT (ancora oggi cartacee come previsto dal DPR 285/1990) attraverso procedure informatizzate che si avvalgono della Tessera Sanitaria.

Questa nuova organizzazione impatterà sulle modalità:

  • di certificazione delle cause di morte da parte dei medici di medicina generale (MMG), dei medici ospedalieri e dei medici necroscopi e legali;
  • di gestione dei Registri Nominativi delle Cause di Morte (RENCAM) delle USL, presenti nei Dipartimenti di Prevenzione;
  • di informatizzazione del flusso della mortalità regionale toscano previsto dal Decreto 2159/2011 e di conseguenza sull’operatività del Registro di Mortalità Regionale (RMR) gestito da ISPRO per conto della Regione Toscana e incluso nel DPCM 3-3-2017.

Ma più che altro va sottolineato che rappresenterà una formidabile occasione per i medici, che avranno la possibilità di fornire un ultimo servizio ai pazienti e alle famiglie, ma soprattutto, in migliaia, di lavorare all’unisono pesando i dati certificati così da potersene servire per monitorare e capire meglio le cause di morte in generale e più specificamente gli impatti di questa pandemia, superando gli errori inevitabili di quando persone terze devono trascrivere su sistemi informatizzati i dati tecnici forniti. Ancora, infatti, si discute su quanti siano i decessi da Covid-19 in presenza o meno di comorbidità e quanti siano invece legati alle complicanze emerse negli infettati in presenza o meno di comorbidità (ovvero se un soggetto noto per essere positivo al Covid-19 muore a causa del virus o perché particolarmente fragile) e su quanti e come muoiano in questo periodo coloro per i quali non è noto se siano stati infettati dal virus.

È presumibile che il nuovo flusso, una volta messo a sistema, permetterà:

  • un miglioramento nella qualità dei dati informatizzati a livello sia nazionale sia regionale;
  • una tempestività maggiore rispetto all’attuale prevista a due anni dall’anno evento (Regolamento UE 13338/2008) con disponibilità pressoché immediata di informazioni sulle cause di morte.

Si tratterà comunque di un’impresa non facile, di un impegno convergente da parte di tanti professionisti medici ma anche di vari settori del Sistema Sanitario pubblico, in quanto coinvolgerà pressoché la totalità dei medici operanti nei Sistemi Sanitari Regionali (in Toscana negli ultimi anni più del 50% dei certificati di morte viene stilato a casa o nelle strutture residenziali dai medici di medicina generale, oltre il 40% nelle strutture ospedaliere dai medici che vi lavorano e la parte rimanente da medici necroscopi e legali), i Dipartimenti di Prevenzione che gestiscono i RENCAM previsti dal DPR 285/1990 e quei settori che si occupano di informatizzazione dei flussi e di elaborazioni statistico-epidemiologiche.

Solo se saremo in grado di operare tutti, ognuno con le proprie competenze, saremo in grado di ben monitorare la salute delle nostre popolazioni, di particolare rilievo in questa fase storica segnata dalla pandemia da Covid-19.

Elisabetta Chellini

Responsabile operativo del Registro di Mortalità Regionale toscano; Direttore Struttura Semplice di Epidemiologia dell’Ambiente e del Lavoro, Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica (ISPRO), Firenze

e.chellini@ispro.toscana.it