Oncologia integrata - Evidenze ed esperienze cliniche

“L’arte è fatta per disturbare, la scienza per rassicurare”, Salvator Dalì

Sonia Baccetti*, Mariella Di Stefano**

* Responsabile Centro Regionale per la Medicina Integrata (CRMI); ** Direttore responsabile Medicine Complementari Toscana

Svoltasi qualche mese fa, la prima giornata di studi promossa dalla Commissione per la Integrazione delle Medicine Complementari (CIMC) dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Firenze, coordinata da Gemma Brandi, ha messo a fuoco il tema attualissimo dell’oncologia integrata.

Secondo il National Center for Complementary and Integrative Health (2012) negli USA circa il 38% degli adulti utilizza una forma di medicina complementare, soprattutto donne con un buon livello di istruzione; in Europa (Frass 2012) il 32,2% delle persone si cura con le terapie complementari. Anche in Italia il ricorso a queste terapie è esteso e consolidato, con percentuali di utilizzo tra il 15 e il 20% della popolazione e percentuali fino al 48,9% in ambito oncologico (Berretta 2017). In Toscana il 37,9% dei pazienti con tumore utilizza una o più tipologie di medicine complementari, secondo una ricerca condotta in sei Dipartimenti oncologici toscani ((Bonacchi 2014).

Nell’introduzione ai lavori il Presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Firenze, Teresita Mazzei, ha evidenziato l’apertura dell’Ordine alle nuove ricerche scientifiche e anche all’integrazione di nuove conoscenze, con l’obiettivo di offrire le migliori cure alla persona malata.

Gemma Brandi, Coordinatrice della CIMC, ha ricordato che le medicine complementari sono oggetto di uno stigma che si può arginare costruendo reti e sinergie che pongano al centro dello scenario i pazienti che utilizzano le terapie complementari, per non lasciarli soli nelle scelte difficili che devono attuare e fornendo al medico strumenti formativi più ampi basati sulla ricerca e quindi affidabili.

Gianni Amunni, Direttore dell’ISPRO, ha delineato il percorso ormai decennale di collaborazione tra oncologi e medici di MC e l’integrazione, nella cornice istituzionale della DGR n. 418/2015, di alcuni trattamenti di MC nella Rete oncologica toscana. Un percorso che ha dovuto superare diffidenze reciproche, ma che deve svilupparsi sulla base di prospettive condivise per garantire a un paziente fragile ed estremamente complesso risposte efficaci, sicure e di qualità con il necessario approccio multidisciplinare. Tutti i curanti devono quindi trasmettere un messaggio univoco, come si è fatto con la brochure sulla medicina integrata diffusa ai pazienti dei presidi oncologici regionali, fondato su laicità, metodo scientifico e centralità dei bisogni del paziente. Il futuro, ha concluso Amunni, dovrà prevedere l’inserimento delle MC nei PDTA, come è accaduto nel PDTA regionale per i tumori della mammella, affinché queste terapie siano un diritto esigibile per tutti i pazienti; il contrasto delle fake news; lo sviluppo dei trial clinici mirati e il progressivo miglioramento degli aspetti assistenziali e organizzativi.

La relazione di Teresita Mazzei ha fatto il punto sulle nuove terapie antitumorali. I farmaci a bersaglio, meno tossici e più intelligenti, hanno effettivamente ampliato il ventaglio delle terapie antineoplastiche e un’altra tappa miliare è data dall’impiego clinico dell’immunoterapia, di cui si riportano le più aggiornate evidenze scientifiche.

Degli effetti avversi dei farmaci oncologici (chemioterapici, farmaci biologici e ormonali) ha parlato Francesca Martella, della Breast Unit dell’Ospedale S. Maria Annunziata, ricordando che l’oncologo deve ascoltare e mettere al centro della sua attenzione il paziente.

Sonia Baccetti, responsabile del CRMI, ha illustrato le numerose e solide evidenze dell’agopuntura per vari sintomi che affliggono i malati in terapia oncologica, quali nausea e vomito, vampate di calore, dolore e fatigue mentre Carmelo Guido, responsabile del Centro Fior di Prugna, ha riferito dell’utilizzo di questa antica disciplina orientale nel trattamento degli effetti avversi delle cure oncologiche con riferimento all’esperienza clinica dell’Area vasta Toscana centro.

Franco Cracolici e Carmelo Bengala, dell’Azienda USL Toscana sud est, hanno riferito delle attività aziendali di integrazione in oncologia che hanno come razionale la letteratura scientifica e mettono al centro l’approccio multidisciplinare e la qualità di vita del malato.

Valore aggiunto della giornata di studio è stata la presenza di autorevoli esperti internazionali come Jun Mao e Gary Deng, del Memorial Sloan Kettering Cancer Center (MSKCC) di New York, e Lorenzo Cohen, del MD Anderson Center di Houston.

Jun Mao ha esplorato il tema innovativo dell’agopuntura di precisione in oncologia presentando alcuni protocolli di studio volti alla personalizzazione delle terapie mentre Gary Deng ha riferito le esperienze di oncologia integrata nel MSKCC, eccellenza mondiale in campo oncologico, per i tumori della mammella, del polmone e del colon. Lorenzo Cohen ha ribadito la centralità degli stili di vita nella malattia oncologica: a fronte dell’aumento del 28% delle diagnosi di tumore negli ultimi anni, la sfida sta nel fatto che circa il 50% di queste neoplasie si può prevenire.

Un’esauriente sintesi degli studi scientifici sui preparati antroposofici è stata tracciata da Emanuela Portalupi e Anna Truci (SIMA): la maggioranza degli studi pubblicati riguarda il vischio antroposofico (oltre 1500), in particolare per alleviare la fatigue e migliorare la qualità di vita del malato di tumore.

L’impiego della cannabis nel Centro Terapia del Dolore dell’AOU di Careggi è stato descritto da Rocco Mediati, il quale ha ricordato che la Toscana è stata la prima Regione a introdurre la Cannabis terapeutica. Sebbene il potenziale antalgico non sia forte, ha precisato, questi preparati agiscono in particolare su alcune forme di dolore, come quello neuropatico, contribuendo a migliorare il benessere del paziente. A seguire Fabio Firenzuoli, responsabile del CERFIT, ha illustrato le evidenze della fitoterapia con un ampio focus su effetti collaterali dei preparati a base di erbe e interazioni farmacologiche con i farmaci oncologici.

I dati dell’Ambulatorio di medicina complementare e alimentazione in oncologia di Lucca, inserito nella Breast Unit aziendale, sono stati al centro della relazione di Elio Rossi, coordinatore Medicine Complementari dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest, che ha riportato i risultati clinici dell’ambulatorio e in particolare quelli sulla radiodermite.

Dell’esperienza di medicina integrata e omeopatia in oncologia presso l’Ospedale di medicina integrata di Pitigliano ha riferito il referente scientifico della struttura Simonetta Bernardini, seguita da Eugenio Pecchioli, della Commissione Regionale Formazione delle MC, che ha descritto il ruolo dell’omotossicologia e il contributo della microimmunoterapia, ossia di citochine, fattori di crescita, interferoni, acidi nucleici specifici e frazioni di DNA e RNA tumorale omeopatizzati.

Affrontati anche i temi della prevenzione, con la relazione su cancro, microbioma e infiammazioni di Lorenzo Emmi, Università di Firenze, e della riabilitazione con medicina manuale dei pazienti oncologici, esposta da Pietro Pasquetti, Dipartimento di Riabilitazione AOU Careggi, e Raoul Saggini, Università G. D’Annunzio di Chieti.