Toscana Medica -Ottobre-2019

9 / 2019 T OSCANA M EDICA 4 testatina l copertine di toscana medica Nel 2021, il mondo celebrerà i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Come tutti i capolavori della lettera- tura mondiale, anche la Commedia dantesca si presta a infinite letture, non ultima quella medica. Dante, infatti, era iscritto all’Arte dei Medici e degli Speziali; si dice frequentasse le lezioni di Taddeo Alderotti a Bologna; amò Beatrice Portinari, il cui padre, Folco di Rico- vero, fondò l’ospedale di Santa Maria Nuova e la cui governante, Monna Tessa, fu la prima Oblata. Ma, al di là della biografia, anche l’opera dantesca è ricca di testimo- nianze e di legami col mondo della medicina e della chirurgia. Se la Commedia è un viaggio nei tre regni dell’oltretomba, l’ Inferno descrive la discesa di Dante nella voragine infernale: Virgilio lo ac- compagnerà attraverso l’ Inferno e il Purgatorio , ma, per salire in Paradi- so , Dante avrà bisogno dell’aiuto di un’anima più degna, Beatrice, che veglia già sul suo cammino. Dante segue Virgilio in questo misti- co viaggio e, con lui, entra nel mondo invisibile ai vivi, per scendere nella profondità delle viscere della Terra. I dannati dell’ Inferno hanno la forza di creature scultoree: sono quasi tutti personaggi storici, ma non mancano figure mitologiche, reinterpretate alla luce della sensibilità del Medioe- vo, o personaggi ancora in vita al mo- mento della stesura della Cantica, la cui anima è stata dannata e punita da Dio, ancor prima della morte fisica. L’ Inferno è il regno del dolore. Per me si va nella città dolente,/ Per me si va nell’etterno dolore ( Inf. III, vv. 1-2 ): il viaggio nell’ Inferno co- stituisce un vero e proprio percorso attraverso una selezione raffinatis- sima e perfettamente orchestrata di sensazioni dolorose, contestualizzate nelle diverse pene a cui sono sotto- posti i dannati, dal dolore puntorio degli ignavi, tormentati a sangue da mosconi e vespe, al dolore tempo- rale prodotto dal remo di Caronte, che batte le anime che indugiano sulla riva, e che sarà anche quello degli iracondi, condannati a percuo- tersi furiosamente ( Inf. VII, vv. 112- 114 ), immersi nella palude Stigia del V Cerchio. Sospiri, pianti e alti guai: una progres- sione ascendente, che poi discende nella notazione dei linguaggi ( diver- se lingue ), delle pronunzie ( orribili favell e), delle espressioni ( parole di dolore ), dei toni e delle voci ( accenti d’ira, voci alte e fioche ), in un mondo sonoro forte e disarmonico. I vari livelli sensoriali di un dolore che spacca , che strappa e che ra- schia ricorrono nel III Cerchio, dove Cerbero graffia, iscoia e isquatra ( Inf. VI, v. 18 ) i dannati sottoposti a una pioggia fredda e incessante: il riferimento termico, in questo caso il freddo, è il primo di una lunga serie, là dove nel X Canto sarà quello di una sensazione di dolore che brucia , a cui sono condannate le anime degli eretici, nelle loro arche di fuoco. Se i serpenti fasciano ” o stringono i ladri nelle loro spire, a un dolo- re irritante sono sottoposti i falsari ( Inf. XXX ), vittime di malattie ripu- gnanti e costretti a grattarsi conti- nuamente e inutilmente per ridurre lo strazio. In questo crescendo di colpe e di pene, che Dante ha declinato, se- condo il pensiero aristotelico di una gerarchia del male basata sulla ra- gione, passando dalle forti passioni degli incontinenti ai nolenti e a co- loro che hanno voluto razionalmen- te e freddamente compiere il male, anche l’ambiente condivide questa degenerazione e ai Cerchi della cit- tà di Dite succedono le Malebolge, dove la natura appare partecipe di questo generale processo di disso- luzione: sponde dirupate e valloni melmosi rappresentano il contrap- punto paesaggistico di un più uni- versale mutamento. Tormente e piogge hanno lasciato il posto all’immobilità di laghi ghiac- ciati; ai demoni mitologici rabbiosi dei primi Canti succedono diavoli dall’aspetto grottesco e dalla gestua- lità bizzarra; al movimento dei dan- nati dei primi Gironi, si contrappon- gono i dannati conficcati nel gelo di Cocito, in una progressiva immobi- lizzazione della vita, in cui si spen- gono anche le lacrime. In questa silloge di dolori e di dolore, analizzati con una straordinaria at- tenzione anche in riferimento agli ef- fetti che la pena produce dal punto di vista affettivo e critico, la precisione descrittiva consente di individuare almeno 46 dei 78 termini riportati nel Mc Gill Pain Questionnaire , an- che se in differenti forme. Dopo questo percorso nel mondo del dolore, Dante e Virgilio potranno uscire a riveder le stelle sulla spiaggia del Purgatorio , avviandosi attraverso la catarsi della musica verso la luce del Paradiso . Continua… Per saperne di più: Dante Alighieri, La Divina Commedia , con note stori- co-mediche di Donatella Lippi , Fiden- za: Mattioli 1885, 2009-2011 Un medico all’inferno di Donatella Lippi Donatella Lippi Professore di Storia della Medicina e Medical Humanities, Università degli Studi di Firenze

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