Toscana Medica - Marzo 2020

3/2020 T OSCANA M EDICA 14 testatina quali à e professione I probiotici sono microrganismi vivi e vitali che, se somministrati in quantità adeguate, sono in gra- do di conferire un beneficio alla salute dell’ospite (definizione FAO, 2002). L’utilizzo dei probiotici ha trovato una larga diffusione nel corso degli ultimi anni data l’im- portanza che il microbiota, ovvero l’insieme dei microrganismi sim- bionti residenti nel nostro organi- smo, ha assunto nel determinismo della salute dell’uomo. I probiotici si distinguono dai prebiotici, cioè l’insieme di sostanze non digeribili contenute naturalmente in alcuni alimenti, che stimolano selettiva- mente la crescita e/o l’attività di una o molteplici specie batteri- che nel colon, favorendo la salute dell’ospite. I probiotici, per essere definiti tali, devono possedere ca- ratteristiche specifiche (Tabella I). I batteri probiotici appartengono a due phyla ; il phylum dei Firmicutes e quello degli Actinobacteria . Nel primo si ritrovano i Lattobacilli, gli Streptococchi e gli Enterococchi, microrganismi Gram +, anaerobi fa- coltativi; mentre nel secondo i Bifi- dobatteri Gram + ma anaerobi obbli- gati. I probiotici agiscono in maniera specie-, dose- e patologia-specifica e la durata del trattamento dipende dalla condizione clinica e dalla sua severità. Ad esempio, nei pazien- ti con diabete di tipo 2 l’assunzione di Lactobacillus acidophilus La5 e Bifidobacterium animalis sub lactis BB-12 ha portato a un miglioramen- to dei livelli di emoglobina glicata e di colesterolo. In caso di steatosi epatica non alcolica si è osservato un miglioramento dei parametri epatici a seguito della somministrazione di L. bulgaricus e Streptococcus ter- mophilus, così come un migliora- mento clinico è stato osservato con la somministrazione di L. acidophi- lus La-5 e B. breve sub lactis BB- I probiotici sono microrganismi vivi e vitali in grado di conferire un beneficio alla salute dell’ospite. I meccanismi alla base dell’attività dei probiotici sono molteplici e complessi, agendo a livello sia di struttura che di funzione della barriera intestinale. Di particolare rilevanza l’interazione tra probiotici e sistema immunitario dell’ospite, la cui risposta viene da essi finemente modulata. Parole chiave: probiotici, sistema immunitario, microbiota Probiotici: dalla fisiopatologia alla clinica di Lorenzo Emmi, Loredana Martiniani L’attenzione che la ricerca in campo medico dedica oggi al microbiota dimo- stra, se mai fosse necessario, come percorsi terapeutici confinati fino a ieri tra i suggerimenti da banco, non inseriti tra gli insegnamenti universitari, meritino di non subire un ostracismo di maniera, potendo trasformarsi in alleati nella sfida alla malattia. Lungi dall’essere relegati nel sottosuolo, questi dovrebbero suscitare una curiosità scientifica che non è distrazione, ma al massimo tra- sgressione nel senso etimologico del termine: dal latino transgredior , ossia an- dare oltre il limite, guidati dalla sola paura che conti per il medico, vale a dire fare del male. Gemma Brandi Coordinatrice della Commissione per la Integrazione delle Medicine Complementari dell’OMCeO di Firenze Lorenzo Emmi Specialista in Allergologia e Immunologia Clinica, Prof. a.c. presso AOU Careggi, Firenze Loredana Martiniani Biologa Nutrizionista, Firenze Caratteristiche dei probiotici • Devono essere vivi e vitali • Devono essere specie-specifici • Devono avere un basso grado di umidità • Devono essere resistente all’acidità gastrica • Devono essere in grado di aderire alle pareti intestinali • Devono esplicare l’azione probiotica • Devono essere sicuri per la salute umana Tabella I – Caratteristiche dei probiotici.

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