Toscana Medica - Marzo 2020

T OSCANA M EDICA 3 / 2020 19 testatina qualità e prof sio e Firenze dei laboratori guidati da Mo- ritz Schiff e da Filippo Pacini. Il tri- gono fibroso destro viene attraversa- to dal fascio di His, che si divide nelle sue due branche a livello della giun- zione tra il lembo coronarico destro e il lembo non coronarico della valvola aortica. Tale scheletro fibroso svolge una funzione meccanica ed elettrica, in quanto mantiene gli orifizi aperti, impedisce agli orifizi di stirarsi ecces- sivamente, consente ai miocardioci- ti di esercitare la loro forza tensiva, isola dal punto di vista elettrico gli atri dai ventricoli. Il ritorno elastico dello scheletro fibroso contribuisce al riempimento diastolico ventrico- lare e la sua tendenza a calcificare con l’avanzare dell’età contribuisce a determinare la disfunzione diastolica ventricolare, tipica dell’anziano. Ben conoscono la struttura gli ecocardio- grafisti, che la valutano mediante il TAPSE ( Tricuspid Annular Plane Excursion ), che deve essere maggio- re di 15 mm, e il MAPSE ( Mitralic Annular Plane Excursion ), che deve essere maggiore di 10 mm. Nella proiezione apicale quattro camere si eseguono due tagli in M-mode che passano per i margini laterali delle valvole atrioventricolari. I movimen- ti sinusoidali al centro dell’immagi- ne riflettono l’escursione del piano valvolare tricuspidale e mitralico in termini di accorciamento apice-ba- se. Ne consegue che la sollecitazione meccanica dello scheletro fibroso del cuore è considerevole, ben maggiore di quella che subisce normalmente la cartilagine articolare. Diventa interessante quindi segna- lare i risultati dello studio prospet- tico sui dati Biobank , condotto in Gran Bretagna e pubblicato recen- temente sul British Medical Journal , mirato all’associazione tra consumo abituale di glucosamina e rischio di malattia cardiovascolare. Duran- te un follow-up di 7 anni per quasi mezzo milione di partecipanti l’uso abituale di glucosamina è risultato associato a una riduzione del 15% per il rischio di eventi cardiovasco- lari totali, indipendentemente dai tradizionali fattori di rischio. Non è stata riscontrata, invece, alcuna associazione statisticamente signi- ficativa con il rischio di ictus. Tale ricerca ha confermato i precedenti risultati di uno studio trasversale australiano e dello studio di coorte Vitamins and Lifestyle (VITAL), in cui il beneficio sulla mortalità totale fu del 18%. Nonostante alcuni contrastanti pa- reri, la glucosamina è ritenuta ef- ficace e sicura per il trattamento dell’osteoartrosi, in quanto studi farmaco-economici real-life hanno dimostrato una riduzione a lungo termine del fabbisogno di antin- fiammatori non steroidei e in gene- rale di analgesici in tale condizione. La glucosamina è un monosaccari- de costituente di glicoproteine, gli- cosamminoglicani, acido ialuronico ed eparansolfato, che intervengono nella strutturazione della matri- ce extracellulare, per cui è ritenu- ta utile a mantenere la struttura e la funzione dei tessuti sottoposti a Un recente studio prospettico ha evidenziato benefici della glucosamina sul rischio cardiovascolare, per cui ne viene ipotizzata un’azione sullo scheletro fibroso del cuore, al pari dell’azione terapeutica sulla cartilagine articolare. Parole-chiave: scheletro fibroso, cuore, glucosamina, osteoartrosi Lo scheletro fibroso del cuore può rappresentare un target terapeutico? di Fernando Prattichizzo Fernando Prattichizzo Specialista in Cardiologia, Specialista in Immunoematologia, Specialista in Medicina Interna, Empoli Lo scheletro fibroso del cuore è una struttura di sostegno, costituita da fibre collagene ed elastiche, posta a livello degli anelli fibrosi valvolari. Di esso fanno parte il trigono fibro- so destro e il trigono fibroso sinistro (di consistenza quasi cartilaginea), gli anelli fibrosi valvolari, il legamento o tendine del cono, il setto interventri- colare membranoso, il tendine del Todaro (sottile cordoncino fibroso, derivante dalla commessura delle valvole di Eustachio e di Tebesio), che per ricordo storico fu individuato dall’anatomico messinese Francesco Todaro durante la sua frequenza a

RkJQdWJsaXNoZXIy NTA4Njg=