Toscana Medica - Marzo 2020

T OSCANA M EDICA 3 / 2020 27 testatina ricerca clin c In questi ultimi anni stiamo assistendo a un crescente utilizzo di protesi nella cura dell’artrosi di spalla. Attualmente è la protesi più impiantata dopo quel- le d’anca e di ginocchio. Questo risul- tato è stato raggiunto in conseguenza del progressivo allungamento dell’età media di vita e alla sempre più alta richiesta funzionale da parte della po- polazione anziana. La protesi di spalla fu utilizzata dif- fusamente negli Stati Uniti a partire dal 1970, per la cura delle fratture a più frammenti dell’omero prossima- le. Nel corso degli anni la tecnologia e l’innovazione hanno sviluppato im- pianti sempre più precisi nel ricrea- re l’anatomia articolare producendo protesi modulari adattabili a ogni pa- ziente. Al momento sono disponibili protesi a risparmio di tessuto osseo ovvero protesi applicabili con minime resezioni ossee. Nel nostro Centro utilizziamo protesi di spalla senza ste- lo o con steli di lunghezza minima che consentono di ridurre l’invasività chi- rurgica e di riprodurre un’anatomia il più vicino possibile a quella normale promuovendo una ripresa funzionale più rapida. L’usura articolare gioca un ruolo fon- damentale nella comparsa dell’artrosi che rappresenta la principale causa di dolore e di perdita di movimento del- la spalla. Tale patologia è conseguente alla degenerazione dei tendini e della cartilagine. Clinicamente l’artrosi di spalla si presenta con scrosci articolari e con perdita progressiva del movi- mento di flessione, di abduzione e di extrarotazione. L’eziologia dell’artrosi può essere primaria oppure secondaria a traumi o fratture. Nelle fasi iniziali la cura è di tipo conservativo, gli obiettivi del- la fisioterapia sono di conservare e se possibile migliorare il movimento della spalla attraverso gli esercizi di stiramento e di rinforzo muscolare, mentre il dolore può essere controlla- to con la terapia fisica e con la terapia infiltrativa. Se queste cure non doves- sero ridurre o eliminare il dolore la protesi rimane la soluzione definitiva. L’obiettivo principale della protesi di spalla è raggiungere la remissione completa del dolore cercando di ot- tenere un arco di movimento funzio- nale cioè la capacità di arrivare age- volmente con la mano sopra la testa. Nella fase preoperatoria il paziente deve essere ben informato sull’obiet- tivo primario dell’intervento, deve sottoporsi a esami radiologici e di risonanza magnetica per permettere di valutare la deformità ossea e il tro- fismo dei muscoli costituenti la cuffia dei rotatori. Le condizioni trofiche e strutturali della cuffia dei rotatori sono fondamentali per scegliere il tipo di protesi da impiantare. La protesi totale anatomica ha l’o- biettivo di riprodurre l’anatomia della spalla normale e il requisito essenzia- le per il suo utilizzo è che la cuffia dei rotatori sia integra e funzionante. In questo tipo di protesi la testa omerale si sostituisce con una cupola metalli- ca e la superficie glenoidea si sostitu- isce con una componente concava in polietilene. La protesi totale inversa si utilizza per ripristinare il movimento della spalla nei pazienti affetti da un arto pseudo paralitico ovvero che sono incapaci di sollevare la mano sopra la testa in L’artrosi di spalla è una patologia di frequente riscontro nella pratica clinica ortopedica. Questo è dovuto al progressivo allungamento dell’età media di vita della popolazione e a una richiesta funzionale sempre più alta da parte delle persone anziane. La protesi di spalla rimane la soluzione definitiva nel trattamento dell’artrosi dolorosa. L’integrità della cuffia dei rotatori è dirimente sul tipo di protesi di spalla da utilizzare ovvero sull’impiantare una protesi anatomica o una protesi inversa. Il crescente ricorso alle protesi di spalla è tale da averle rese il terzo tipo d’impianto più utilizzato dopo quelle d’anca e di ginocchio. Parole chiave: protesi di spalla, artrosi, cuffia dei rotatori, protesi inversa, protesi anatomica Indicazione e razionale della protesi totale di spalla di Raffaele Tucci, Leonardo Di Bella Raffaele Tucci Laurea in Medicina e Chirugia presso l’Università degli Studi di Firenze, 1997. Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia e in Chirurgia della Mano presso l’Università degli Studi di Firenze. Dal 2005 è Dirigente medico 1 livello presso AOU-Careggi. In forza presso SODs Chirurgia della Spalla e dell’Arto Superiore Leonardo Di Bella Dirigente medico 1 livello AOU-Careggi Firenze

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