In ricordo di Pierluigi Tosi

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Pierluigi Tosi

Lo conoscevo da oltre trent’anni, era un amico, per anni impegnato come Consigliere dell’Ordine, lo ricordo come sindacalista prima e come Direttore sanitario poi, ruoli sempre ricoperti con il massimo impegno e sacrificio. Con Pierluigi scompare un punto di riferimento per tutta la Sanità fiorentina e toscana. Con lui ho condiviso esperienze importanti, qualche volta ci siamo scontrati sulle idee ma sempre con reciproco rispetto dei ruoli dell’altro.

Con grande piacere ho appreso che la Direzione del Lean Award della Lean Organization, impegnata a divulgare la metodologia operativa tesa a ridurre gli sprechi generati durante l’organizzazione e la realizzazione dei processi gestionali in Sanità, ha deciso di dedicare il premio che ogni anno viene assegnato alla struttura sanitaria meritevole di aver raggiunto, seguendo questa impostazione, i migliori risultati a Pierluigi, uno dei massimi esperti italiani in questo campo. Un carattere forte, onesto moralente che mancherà tanto a ognuno di noi.

Pietro Claudio Dattolo

Poteva dare ancora moltissimo alla Sanità toscana, Piero; era in quell’epoca della vita in cui si combinano, nelle persone intelligenti e sagge, esperienza e cultura in una visione complessiva che consente di sciogliere le mille difficoltà della vita quotidiana mantenendo ben ferma la stella polare dei valori per cui ci si è battuti. Nel momento in cui poteva dare di più Piero Tosi è mancato, in brevissimo tempo, nonostante avesse lottato con tutte le sue forze al di là dei progressi della scienza medica.

Conobbi Piero neolaureato quale giovane sostituto nella mia attività professionale, allora ancora mutualistica. Nacque subito una profonda amicizia che mi ha consentito poi di seguirlo lungo tutta l’evoluzione di un percorso professionale e umano, vario e molteplice, segno di una grande vivacità intellettuale e di una profonda serietà d’impegno.

Piero infatti era un ottimo clinico e seguì la carriera ospedaliera divenendo ancor giovane primario di Nefrologia; nello stesso tempo si dedicava alla professione sul piano sia deontologico che politico percorrendo una duplice strada, quella sindacale quale segretario regionale della CIMO e quella come consigliere e in seguito segretario dell’Ordine dei Medici. Lo ricordo in mille riunioni durante la mia presidenza, ricordo i suoi interventi vivaci e centrati, la sua vivissima carica polemica, sempre contenuta nei limiti di un’assoluta correttezza e di una grandissima onestà intellettuale. Sapeva controbattere duramente sorridendo.
Se devo richiamare alla mente una dote precipua di Piero è proprio l’onestà intellettuale, il rigore del pensiero, dentro a una personalità apparentemente semplice perché trasparente e aperta, sempre pronta allo scherzo, capace di battute degne della miglior tradizione fiorentina. Ma un’altra cifra non posso dimenticare del carattere di Piero, l’amicizia, quella che ci legava e che teneva unito un gruppo di persone che ha giocato un ruolo non marginale nella Sanità toscana e nazionale e che, pur composito, si è mosso nello stesso terreno di simpatia umana e di reciproco rispetto.

Per vent’anni siamo stati insieme nell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Sanitario Regionale. Questo è un altro lato della complessa personalità di Piero: il contributo dato alle istituzioni sia nel CSR sia come Direttore Sanitario nell’Azienda fiorentina sia come Direttore Generale a Siena Le Scotte. In tutte queste attività Piero ha portato un contributo fattivo di competenza e una capacità di lavoro veramente straordinarie. Questo era il frutto di un’intensa visione politica delle cose, da un lato della sua capacità di indignarsi per le storture e le disuguaglianze nel servizio sanitario e di agire per correggerle, dall’altro dell’onestà e della coerenza con cui ha costantemente perseguito gli stessi fini in ogni ambito del suo impegno.

Piero era convinto, come me e come tutto il consiglio dell’Ordine di cui abbiamo fatto parte, che difendere la professione significava tutelare la salute della gente e il ruolo dei medici e che questa sintesi era non solo possibile ma doverosa.

Piero lascia un vuoto enorme, di amicizia, di simpatia, di competenza, di onestà politica, un vuoto che ci spinge a proseguire nel difendere i valori per cui ha speso la vita con il suo stesso impegno e con la stessa serenità. Lo piangiamo insieme ad Anita, a Benedetta, Nicola, Angelica e Duccio e a tutti coloro che lo hanno stimato e gli hanno voluto bene.

Antonio Panti

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