La penna di Florence Nightingale

(Firenze 1820-Londra 1910)

Aforismi e riflessioni della fondatrice dell’Infermieristica moderna

di Donatella Lippi e Luca Borghi

Angelo Pontecorboli Editore, Firenze 2020

Quest’anno ricorre il bicentenario dalla nascita, a Firenze, di Florence Nightingale, la fondatrice dell’Infermieristica moderna, e per questo l’OMS ha scelto il 2020 come Year of the Nurse and the Midwife.

Quando ho accettato l’invito di Donatella Lippi a preparare assieme questa antologia di brani tratti dalle opere della Nightingale, nessuno poteva immaginare l’atmosfera, drammatica e surreale, in cui il libro avrebbe visto la luce. Eppure, in un momento in cui l’attenzione di tutti è concentrata sull’evoluzione dell’emergenza sanitaria da Coronavirus e, giustamente, siamo tutti ammirati e grati per la dedizione del personale sanitario, a cominciare proprio da infermieri e medici, molte parole di Florence Nightingale risuonano non solo lungimiranti ma quasi profetiche: “Ogni infermiera deve badare a lavarsi le mani frequentemente nella giornata; tanto meglio, se si lava anche la faccia”, scriveva nel 1859 nelle sue celeberrime Notes on nursing. Ma nell’antologia c’è di più. C’è l’antidoto a una certa retorica sull’“eroismo” del personale sanitario che, ancorché comprensibile, rischia di far dimenticare che l’impegno incessante a favore dei malati è caratteristica quotidiana del loro lavoro, non solo nelle emergenze: “Ho conosciuto una donna che diceva e lo metteva in pratica: ‘Sii eroico’ nel tuo lavoro di ogni giorno”.

Nelle parole della Nightingale si ritrovano le motivazioni per un auto-miglioramento continuo, una resilienza, di cui avremo tutti bisogno soprattutto quando l’emergenza sarà passata: “La professione infermieristica è, più di qualunque altra, una chiamata progressiva. Anno dopo anno gli infermieri devono apprendere metodi nuovi e migliori, man mano che medicina, chirurgia e igiene migliorano. Anno dopo anno gli infermieri sono chiamati a fare di più e meglio di quanto non abbiano fatto in passato”.

Luca Borghi