Bimbe rare, rarissime anzi uniche

di Giorgio Pini

Pezzini Editore (Viareggio)

In una soffitta di una casa di una località di mare, tra le tantissime altre cose, viene trovata una cassetta di metallo contenente fotografie e fogli di appunti che, vedremo, rappresentano la storia umana e soprattutto professionale del defunto proprietario, medico neuropsichiatra, dell’appartamento.

Giorgio Pini, neuropsichiatra infantile specializzato in riabilitazione dell’età evolutiva, primario nella ASL Toscana Nord-Ovest, dopo aver letto tutto il materiale si prefigge il compito di trascriverlo e divulgarlo, appunto firmandosi nella prefazione il “trascrittore”. In un gioco di specchi che rimandano immagini e storie il lettore finisce per domandarsi chi sia il vero protagonista del libro, il dottor Lorenzo Lapi che ci parla in prima persona descrivendo storie di pazienti e di familiari, il defunto estensore dei fogli ritrovati in soffitta oppure forse anche il “trascrittore” Giorgio Pini? Scorrendo le pagine alla fine la domanda perde molta parte del suo significato perché appare assai presto evidente che le vere protagoniste del libro sono proprio loro, la “bimbe rare, rarissime anzi uniche” che gli danno titolo e sostanza.

La sofferenza profonda della malattia neuropsichiatrica dell’infanzia raccontata con delicatezza e indubbia competenza ci porta a conoscere protagoniste di storie cliniche di devastante gravità, circondate dalla disperazione di chi assiste, alla ricerca di una diagnosi complessa e in alcuni casi mai trovata.

Le “bimbe” di Pini parlano a specialisti, istituzioni e anche, semplicemente, a persone capaci di avvicinarsi con garbo e curiosità a un mondo complesso e articolato.

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