Il 62° Congresso Nazionale ADOI, svoltosi a Firenze dal 17 al 19 settembre 2026 presso il Palazzo dei Congressi, si è confermato come il cuore pulsante e il punto di riferimento insostituibile per la dermatologia pubblica e ospedaliera italiana. L’evento ha registrato una straordinaria partecipazione di specialisti, esperti e giovani medici, uniti nel tracciare i futuri scenari di una disciplina in costante e rapidissima evoluzione. Questo appuntamento ha assunto un significato intimo e speciale per l’Associazione, rappresentando il coronamento del mandato biennale del Presidente Nazionale ADOI, Prof. Davide Melandri da un lato e della Professoressa Marzia Caproni, Presidente del Congresso Fiorentino.
L’edizione del 2026 è nata con una marcata impronta innovativa, focalizzandosi sulle più recenti evidenze scientifiche e sull’introduzione di tecnologie avanzate nella gestione delle principali patologie cutanee. Il ricco programma ha alternato sessioni plenarie, letture magistrali, focus tematici e corsi teorico-pratici mirati a garantire aggiornamenti di altissima qualità per ogni livello di esperienza.
I lavori si sono aperti il 17 settembre con una serie di corsi formativi precongressuali in linea con i temi della Scuola Dermatologica Fiorentina. Tra questi sono spiccatamente emersi i focus sulle genodermatosi e la rete europea delle malattie rare ERN-SKIN, le sessioni dedicate all’immunopatologia cutanea, alla chirurgia dermatologica di base e alla medicina estetica. Di straordinaria attualità è stato il corso interamente dedicato all’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei percorsi diagnostico-terapeutici, una frontiera tecnologica destinata a ridefinire la precisione clinica. La cerimonia inaugurale ha saputo poi unire la solida tradizione medica alla ricchezza culturale ospitante, grazie alla lettura magistrale incentrata sulla pelle come metafora dell’identità da Dante agli Uffizi, tenuta dalla Prof.ssa Donatella Lippi dell’Università degli Studi di Firenze.
Le giornate centrali del 18 e 19 settembre hanno affrontato le sfide cliniche più complesse attraverso una proficua multidisciplinarità. Ampio spazio è stato dedicato alle patologie infiammatorie croniche ad alto impatto sociale, come la psoriasi e la dermatite atopica, focalizzandosi sulle strategie terapeutiche evidence-based, sulla profilazione del paziente e sulle nuove terapie biologiche capaci di indurre la disease modification. Le sessioni su acne, rosacea e idrosadenite suppurativa hanno invece offerto aggiornamenti sulle ultime novità patogenetiche e sulla gestione di casi clinici difficili.
I tumori della pelle hanno occupato una posizione di primissimo piano all’interno del programma scientifico. Di particolare rilievo è stata la sessione congiunta ADOI-IMI (Intergruppo Melanoma Italiano) sul futuro della chirurgia e sulle terapie neoadiuvanti personalizzate per il melanoma, affiancata dagli aggiornamenti sui tumori cutanei non-melanoma, sui linfomi cutanei e sul carcinoma a cellule di Merkel. Il congresso ha inoltre esplorato ambiti iperspecialistici quali la dermatopatologia d’urgenza, le patologie di capelli e unghie, le infezioni sessualmente trasmesse alla luce dei nuovi network comportamentali, la medicina di genere e la gestione avanzata di ulcere, ustioni e ferite complesse tramite bioingegneria tessutale. I totem digitali dell’area espositiva hanno infine ospitato una vastissima rassegna di poster scientifici, a testimonianza dell’incessante vivacità della ricerca dermatologica italiana.
Oltre all’eccellenza clinica, il dibattito si è concentrato sulla sostenibilità dei sistemi sanitari e sull’appropriatezza delle cure. Le sessioni dedicate all’imaging avanzato e alla teledermatologia hanno dimostrato come l’assistenza territoriale possa evolversi in sinergia con la medicina generale, riducendo le distanze e ottimizzando le risorse pubbliche. In ogni dibattito il filo conduttore è rimasto fermo sulla centralità del paziente e sulla salvaguardia del rapporto umano e terapeutico.
La vera forza di questo 62° Congresso è stata la straordinaria valorizzazione dei giovani specialisti e specializzandi. L’Associazione ha investito in modo robusto sulla formazione, offrendo loro non solo corsi teorico-pratici dedicati, ma soprattutto una prestigiosa tribuna di confronto tra pari e un dialogo diretto con i massimi esperti del settore. I giovani rappresentano il futuro della dermatologia pubblica italiana e l’entusiasta risposta delle nuove generazioni in questo appuntamento ne è la dimostrazione tangibile.
Firenze, con la sua inestimabile cornice di arte, scienza e storia, ha saputo accogliere magistralmente la comunità scientifica, grazie anche all’impegno profuso dalla presidente, del comitato scientifico locale e nazionale. Questo successo organizzativo e di contenuti scientifici contribuisce a rinsaldare lo spirito associativo di una ADOI che guarda alle sfide future forte delle proprie radici e di una costante spinta verso l’innovazione.