Intervista a Chiara Adembri – già Presidente CUG Università degli Studi di Firenze e Coordinatrice del Master in Salute e Medicina di Genere dell’Università di Firenze
“Non è la presenza femminile a mancare nella sanità, ma il riconoscimento nei ruoli di vertice. Oggi le donne rappresentano una componente fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale, eppure restano ancora sottorappresentate nelle posizioni dirigenziali.
Le cause sono molteplici e spesso intrecciate: dalla carenza di modelli di riferimento ai pregiudizi impliciti, dalle difficoltà di conciliazione tra vita professionale e personale fino a dinamiche meno visibili, come la sindrome dell’impostore o una minore esposizione nei percorsi di carriera accademica e scientifica.
Affrontare questo divario richiede un cambiamento profondo, non solo organizzativo ma culturale. Il mentoring tra donne, la costruzione di reti professionali solide e politiche di conciliazione più efficaci rappresentano strumenti concreti per favorire percorsi di crescita più equi e sostenibili.
Ma il punto centrale resta il modo in cui viene definito e valutato il merito. Ripensare i criteri di valutazione significa riconoscere pienamente competenze, leadership e contributi che oggi rischiano di rimanere in ombra. In questo contesto, la formazione gioca un ruolo strategico: percorsi come il Master in Salute e Medicina di Genere contribuiscono a costruire una nuova consapevolezza, capace di integrare equità, qualità delle cure e innovazione del sistema.
Promuovere una leadership femminile autorevole non è solo una questione di rappresentanza, ma una leva fondamentale per migliorare l’intero sistema sanitario.”