a cura della dottoressa Salvatrice Lo Bosco, Sos Medicina Preventiva, P.o. Santa Maria Annunziata e Serristori
L’alcol non è un nutriente (come le proteine o carboidrati): l’etanolo è un tossico. Non si può definire una dose sicura, per cui non rientra nelle raccomandazioni nutrizionali, il suo consumo non apporta beneficio alle funzioni dell’organismo.
Fino ai 21 anni, l’organismo non ha ancora completato lo sviluppo e non è in grado di metabolizzare l’alcol efficacemente. Di conseguenza, qualsiasi quantità assunta espone il giovane a rischi maggiori rispetto a un adulto.
Un consumo eccessivo di alcol tra i giovani può quindi produrre danni cerebrali e cognitivi, come alterazioni del cervello in fase di sviluppo, inibizione della memoria e perdita di coordinamento.
Vanno poi tenuti in conto gli effetti organici: danni cellulari a fegato stomaco, cuore e alterazioni ormonali. Inoltre c’è il fattore dipendenza, perché l’alcol crea tolleranza, spingendo a bere quantità maggiori per ricercare la sensazione di piacere, aumentando anche il rischio di tumori.
In Italia le statistiche evidenziano un quadro preoccupante: i dati sull’abuso di alcol all’età di 15 anni rivelano che questo si manifesta al 10% nei maschi e al 14 % nelle femmine. Gli studi evidenziano, inoltre, che il consumo aumenta tra le ragazze di 15 anni.
Così si manifesta come sempre più frequente il fenomeno del “Binge Drinking”, ovvero l’assunzione di quantità elevate di alcol in un arco di tempo molto breve. Può trattarsi, ad esempio, di cinque o più unità alcoliche in una sola occasione.
Le ragazze sono più esposte ai danni dell’alcol a causa di una minore capacità metabolica, dettata da una minore quantità di enzimi epatici e da una diversa composizione corporea.
L’alcol è inoltre classificato come cancerogeno di gruppo 1 e presenta effetti epatotossici gravi nei giovani. Per questo è molto importante osservare la curva alcolemica.
In Toscana il fenomeno è ancora più marcato: a 15 anni il consumo aumenta nelle femmine al 58% e 49.3 % nei maschi. Complessivamente, quasi 2 adolescenti su 5 consumano abitualmente alcolici, con prevalenza nelle giovanissime.
L’Ordine dei medici di Firenze, su iniziativa del Presidente Piero Dattolo, ha istituito un gruppo di lavoro multidisciplinare che coordino, dedicato allo studio del fenomeno con l’obiettivo di redigere e diffondere piani di prevenzione efficaci che possano dare un contributo ad informare e ad arginare il fenomeno, in collaborazione con le strutture sanitarie e le istituzioni.
