a cura di Michela Bigiarini, Francesco Manetti SOS Diabetologia e Malattie Metaboliche Ospedale S.M. Annunziata USL Toscana Centro
L’eccesso di peso nella popolazione adulta e pediatrica è in costante e progressivo aumento a livello globale: in Italia circa una persona su 3 è in sovrappeso e fino al 10% degli adulti è obeso. La classificazione dell’ obesità in base alla classe di Bmi (indice di massa corporea) è attualmente superata dalla più recente classificazione Eoss (Edmonton Obesity Staging System) che è un sistema clinico di staging dell’obesità basato sulla stato di salute generale del paziente. La gravità dell’obesità è valutata dalla presenza di malattie associate: si parte dallo stadio Eoss 0 (obesità preclinica con assenza di sintomi e malattie correlate) fino allo stadio Eoss 4 (obesità clinica caratterizzato dalla presenza di condizioni cliniche molto gravi che comportano una significativa riduzione dell’aspettativa di vita).
Le cause dell’obesità sono molteplici: rare forme sindromiche, forme geneticamente determinate o secondarie ad endocrinopatie, prevalentemente le persone affette da obesità riportano spesso una storia familiare di eccesso ponderale, uno stile di vita sedentario, scarsa educazione alimentare e scarse conoscenze sulla qualità del cibo, frequenti co-patologie (psicologica/psichiatrica) e modelli alimentari improntati sulla presenza di emotional eating.
Il trattamento dell’obesità richiede un corretto inquadramento del paziente con approccio condiviso fra medico esperto nel settore, dietista e possibilmente psicologo. Il primo obiettivo da perseguire è modificare lo stile di vita del paziente per poter aspirare ad un calo ponderale adeguato e sostenibile nel tempo. Da alcuni anni è stata stata sviluppata una nuova classe di farmaci per il calo ponderale, farmaci nati inizialmente per la terapia del diabete mellito tipo 2. Patologia infatti frequentemente associata all’obesità è il diabete mellito di tipo 2 (circa il 71% dei soggetti diabetici presentano un Bmi indicativo di sovrappeso/obesità). Anche il diabete è una patologia in costante e progressivo aumento con una prevalenza di circa 7-8%.
Il diabete di tipo 2, tradizionalmente considerato una malattia dell’adulto, mostra oggi un drastico aumento tra adolescenti e giovani adulti a causa dell’obesità infantile. L’evoluzione della ricerca farmacologica degli ultimi 15-20 anni ha reso oggi disponibili farmaci per il trattamento del diabete e del sovrappeso/obesità.
Gli analoghi del Glp1 (liraglutide, dulaglutide e semaglutide) e gli agonisti del recettore Gip/Glp1 (tirzepatide) rappresentano oggi farmaci utilizzati per la gestione del diabete mellito tipo 2 specialmente in soggetti con sovrappeso e obesità. Questi farmaci determinano una riduzione della glicemia in modo glucosio dipendente.
A livello gastrico comportano un lieve ritardo nello svuotamento nella prima fase post prandiale. Questi farmaci riducono l’introito calorico, aumentano la sensazione di sazietà, riducono la sensazione di fame con una riduzione del peso corporeo soprattutto se associato ad attività fisica costante e regolare.
La prescrivibilità di queste classi di farmaci a carico del Ssn è oggi prevista solo per il trattamento del Diabete mellito di tipo 2, sono quindi farmaci rimborsati dal Ssn secondo Nota Aifa 100 in base alla quale è previsto l’utilizzo per i diabetici adulti non adeguatamente controllati o in buon controllo metabolico ma in prevenzione cardiovascolare secondaria o in prevenzione cardiovascolare primaria ma con un rischio cardiovascolare elevato. I farmaci appartenenti a queste categoria, autorizzati per il trattamento dell’obesità o del sovrappeso con Bmi> 27 associato ad altre comorbilità, sono: liraglutide (Saxenda ®), semaglutide (Wegovy®), tirzepatide (Mounjaro®). Sono farmaci prescrivibili con Ricetta medica ripetibile (Rr) ma non rimborsati dal Ssn ovvero in Classe C, a carico del cittadino. Tutti i farmaci Glp1 e Gip/Glp1 sono soggetti a prescrizione medica obbligatoria e quindi non è previsto l’acquisto online.
Per quanto riguarda il profilo di sicurezza questi farmaci non richiedono un aggiustamento del dosaggio nei pazienti con compromissione epatica e/o renale, non devono essere utilizzati in gravidanza. Nella popolazione anziana non è richiesta la correzione della dose in base all’età anche se l’esperienza è limitata ai 75 anni (85 anni per tirzepatide). Nel trattamento dell’obesità l’utilizzo di questi farmaci non deve essere visto come un mezzo di “scorciatoia” per la riduzione del peso corporeo ma deve inseririsi in una strategia più completa che preveda una modifica allo stile di vita con dieta ipocalorica e un aumento dell’attività fisica che dovrà essere costante e regolare.