di Maria Grazia Mori, medico di medicina generale e consigliera dell’Ordine dei Medici di Firenze
L’epidemia influenzale che attualmente sta colpendo il nostro Paese si sta rivelando come una tra le più pesanti, grazie soprattutto ad una mutazione virale, la famosa variante K, che la rende molto più contagiosa perché ,essendo una variante che ha circolato poco negli ultimi anni, ha fatto in modo che la popolazione non abbia anticorpi sufficienti per arginarla.
È un’influenza aggressiva che si manifesta anche in maniera brusca, con i soliti sintomi legati a questa infezione: febbre alta, dolori muscolari, raffreddore, tosse, ma anche otalgie, vertigini e sintomi gastrointestinali. Altra peculiarità è quella legata alla risoluzione “lunga’”della sintomatologia: mi riferisco a spossatezza, tosse persistente, talvolta perdurante anche 20 giorni ed oltre.Si assiste, inoltre, a complicazioni quali broncopolmoniti in percentuale maggiore rispetto agli altri anni, anche tra i pazienti più giovani. Tale complicazione ha messo in ginocchio anche molti pronti soccorso della Penisola, soprattutto nelle Regioni dove c’è stato un basso tasso di vaccinazioni antiinfluenzali.
I rimedi sono quelli consueti: bisogna prima di tutto avere pazienza. Non si può pensare di guarire in tre-quattro giorni: rimanere a casa, a letto, assumere buon cibo, privilegiando prodotti ben digeribili, frutta e verdura, bere molto.
Il medico di famiglia è la prima persona da consultare qualora persista febbre elevata, compaiono difficoltà respiratorie, se il malato ha patologie croniche, se anziano o se si tratta di bambini piccoli.
Per quanto riguarda la prevenzione cerchiamo di evitare posti sovraffollati, ricorrendo anche alla mascherina, di dormire e mangiare sano. Gli integratori servono a ben poco. Ma la vera prevenzione, non ci stancheremo mai di ripeterlo, si fa con il vaccino antiinfluenzale: anziani, malati cronici di tutte le età ed i conviventi di persone a rischio.