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11 Marzo 2026

Sanità, Medici Firenze nella Giornata del Rene: “In Toscana fino a 330mila persone malate croniche, prevenzione decisiva” 

Dattolo, presidente dell’Ordine: “Ogni anno 600 toscani iniziano la dialisi e circa 350 sono in attesa di trapianto. Servono diagnosi precoci, innovazione e stili di vita corretti”

Firenze, 11 marzo 2026 – “La malattia renale cronica è una patologia molto diffusa e spesso invisibile nelle sue fasi iniziali. In Toscana interessa tra 300mila e 330mila persone, una quota significativa della popolazione, e ogni anno circa 600 cittadini arrivano alla dialisi. Numeri che dimostrano quanto sia importante rafforzare prevenzione e diagnosi precoce”.

A dirlo è Pietro Dattolo, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Firenze, in vista della Giornata mondiale del rene del 12 marzo.

“In Italia la malattia renale cronica coinvolge circa 5-6 milioni di persone. Ogni anno circa 10mila pazienti iniziano la dialisi e tra 25mila e 27mila vivono grazie a un trapianto di rene. Anche in Toscana – spiega Dattolo – i dati confermano la rilevanza del fenomeno: circa 1.200 persone hanno ricevuto un trapianto e sono circa 350 quelle attualmente in lista d’attesa”.
“I reni – ricorda il presidente dell’Ordine dei Medici – sono organi fondamentali per il funzionamento dell’organismo: filtrano il sangue eliminando sostanze di scarto, regolano l’equilibrio dei liquidi, contribuiscono al controllo della pressione arteriosa e producono ormoni essenziali. Il problema è che le malattie renali possono progredire per anni senza dare sintomi evidenti, e questo porta spesso a una diagnosi tardiva”.

“Le principali condizioni che favoriscono l’insorgenza delle patologie renali – prosegue Dattolo – sono diabete, ipertensione arteriosa e obesità, sempre più diffuse nella popolazione. Esistono poi malattie primitive come alcune glomerulonefriti o patologie genetiche: rappresentano una quota ridotta dei casi complessivi, ma sono responsabili di circa il 30% degli ingressi in dialisi”.

“Individuare il danno renale nelle fasi iniziali è possibile con esami molto semplici, come l’analisi delle urine o il dosaggio della creatinina nel sangue: sono controlli accessibili e poco costosi che possono fare la differenza, perché permettono di intervenire prima che la malattia comprometta in modo grave la funzionalità dei reni. L’innovazione tecnologica – nota Dattolo – sta aprendo nuove frontiere e nuove speranze: farmaci di ultima generazione, diagnostica genetica e immunologica, chirurgia robotica e strumenti basati sull’intelligenza artificiale stanno cambiando profondamente la nefrologia. L’analisi avanzata dei dati clinici consente di riconoscere precocemente i segnali della malattia, prevederne l’evoluzione e adattare le terapie alle caratteristiche di ogni paziente”.

“I risultati dei trapianti sono oggi molto incoraggianti: la sopravvivenza a cinque anni supera il 98%, mentre tra i pazienti in dialisi la mortalità annua resta elevata, attorno al 17%. Per questo – dice ancora il presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Firenze – è fondamentale continuare a investire nella donazione di organi, nella ricerca e nel rafforzamento dei percorsi di cura”.

“L’invecchiamento della popolazione e la diffusione di diabete e ipertensione faranno aumentare il numero dei pazienti nei prossimi anni. Dobbiamo quindi lavorare su tre fronti: prevenzione, diagnosi precoce e innovazione terapeutica. Solo così – conclude Dattolo – potremo contenere l’impatto di una malattia che oggi riguarda milioni di persone”.

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