Della dottoressa Annalisa Tondo – Responsabile facente funzioni oncoematologia pediatrica Aou Irccs Meyer
In Toscana ogni anno si registrano tra i 75 e i 90 nuovi casi di tumore pediatrico solo all’ospedale Meyer, che intercetta circa il 90% delle diagnosi regionali. Nel 2025, secondo i dati registrati per AIEOP (Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica) e riferiti al Centro Regionale Oncologico Pediatrico (CROP), le nuove diagnosi di tumore sono state 116. Un dato che, alla vigilia della Giornata mondiale contro i tumori infantili del 15 febbraio, restituisce la dimensione di una sfida sanitaria rilevante ma anche il segno dei progressi compiuti negli ultimi decenni.
Nel mondo si stimano circa 400mila nuove diagnosi di tumore tra 0 e 19 anni ogni anno. Le differenze tra Paesi restano però profonde: nei contesti ad alto reddito oltre l’80% dei bambini guarisce, mentre nei Paesi a basso e medio reddito la sopravvivenza si ferma sotto il 30%. In Europa, nel 2022, si sono registrati circa 14mila nuovi casi e oltre 2.100 decessi nella fascia 0-19 anni.
In Italia, tra il 2008 e il 2017, sono stati diagnosticati 17.322 tumori maligni pediatrici e adolescenziali. Il tasso standardizzato di incidenza è pari a 166,8 casi per milione nei bambini tra 0 e 14 anni e a 294,3 per milione negli adolescenti tra 15 e 19 anni. La sopravvivenza a cinque anni ha raggiunto livelli elevati: in Europa è pari all’81%, mentre in Italia, secondo uno studio population-based aggiornato al 2025, arriva all’85% nei bambini e all’89% negli adolescenti. Negli Stati Uniti oscilla tra l’83 e l’88%, con risultati ancora migliori per alcune forme come la leucemia linfoblastica acuta.
In Toscana il Meyer di Firenze rappresenta il principale centro di riferimento e coordina la rete oncologica regionale. Nel 2025 il CROP ha registrato 116 nuove diagnosi: 25 tumori del sistema nervoso centrale, 23 leucemie, 18 linfomi, 15 sarcomi dell’osso e dei tessuti molli, 3 neuroblastomi, 5 istiocitosi a cellule di Langerhans, 2 tumori di Wilms e 13 tumori rari. Leucemie e linfomi insieme rappresentano il 41% del totale.
Le forme più frequenti nell’infanzia sono leucemie, tumori cerebrali, linfomi e neuroblastomi, mentre nell’adolescente aumenta l’incidenza di sarcomi ossei, i linfomi di Hodgkin e di altre forme sarcomatose. L’adolescenza merita una riflessione specifica per le sue caratteristiche biologiche e psicologiche legate all’età. Ogni anno si aggiungono inoltre circa 30 tumori cerebrali in età scolare, di cui il 50% maligni, il 25% benigni e il restante 25% a malignità intermedia o legata alla sede.
I progressi nella sopravvivenza sono legati a protocolli terapeutici condivisi a livello nazionale e internazionale. Le chemioterapie standard vengono somministrate secondo protocolli intensivi che fanno parte di trial clinici nazionali e internazionali. Accanto a queste si stanno affermando nuove strategie terapeutiche: immunoterapie, trapianto di cellule staminali, terapie cellulari e terapie a bersaglio molecolare (target therapy), soprattutto per le forme recidive o refrattarie. Le nuove terapie sono talora disponibili all’interno di studi clinici di fase I-II o, quando supportati da evidenze di medicina di precisione, offerte in modo personalizzato off label
Fondamentale anche l’evoluzione delle terapie di supporto, che hanno contribuito a ridurre la morbidità e a migliorare la qualità di vita durante e dopo i trattamenti. L’approccio multidisciplinare in setting dedicati nei Centri di riferimento pediatrici è presupposto fondamentale per la presa in carico del bambino con malattia oncologica
A differenza di quanto avviene per molti tumori dell’adulto, non esistono programmi di screening di massa in età pediatrica. Non si parla di prevenzione primaria con screening, ma di diagnosi precoce, che nasce dalla collaborazione tra centri di riferimento e pediatri del territorio, oltre che dalla sensibilizzazione delle famiglie.
Oggi la sfida non riguarda soltanto la guarigione. La qualità di vita, il mantenimento del percorso scolastico, le attività che rafforzano la resilienza e l’attenzione psicosociale e culturale fanno parte integrante della presa in carico del bambino, dell’adolescente e della sua famiglia. Se in Toscana e nei Paesi ad alto reddito la maggior parte dei tumori pediatrici può essere curata, resta però aperta la sfida globale delle disuguaglianze, perché nascere in un determinato contesto continua a fare la differenza tra guarire e non farcela.