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25 Febbraio 2026

Tumore al seno, ora un algoritmo può aiutare a prevederlo

Con il progetto Breast.AI inizia in Italia uno studio su 75mila donne. Obiettivo: diagnosi più rapide, maggiore precisione e sostenibilità per il sistema sanitario

La prossima frontiera della lotta al tumore al seno parla il linguaggio dell’intelligenza artificiale. Si chiama Breast.AI ed è uno dei più vasti studi europei dedicati all’uso degli algoritmi nei programmi di screening mammografico. In Italia, a partire dalle prossime settimane, coinvolgerà 75 mila donne all’interno dei percorsi pubblici di prevenzione, con un obiettivo chiaro: valutare in modo rigoroso l’impatto dell’IA nella diagnosi precoce del carcinoma mammario. Lo studio nasce – nello specifico – dall’accordo tra Gisma e la start up tecnologica torinese Health Triage, che ha sviluppato il software BreastNegative per analizzare le mammografie e restituisce un grado di sospetto della presenza di un tumore. 

Il progetto nasce da un’esigenza concreta. Ogni anno nel nostro Paese si registrano oltre 50 mila nuove diagnosi di tumore al seno. Lo screening organizzato resta uno strumento decisivo per intercettare la malattia in fase iniziale, quando le possibilità di cura sono più alte e gli interventi meno invasivi. L’aumento della domanda di esami, insieme alla carenza di specialisti in alcune aree, impone però una riflessione sull’efficienza del sistema.

Breast.AI sperimenta un modello integrato: l’algoritmo esegue una prima valutazione delle mammografie e le classifica in base al rischio. Gli esami a bassa probabilità di lesione seguono un percorso semplificato con una singola lettura medica; quelli considerati sospetti vengono sottoposti alla doppia lettura dei radiologi, secondo la prassi consolidata. I medici operano senza conoscere il giudizio dell’IA, così da garantire solidità scientifica e confrontabilità dei risultati.

La scommessa è duplice: mantenere elevati standard di accuratezza diagnostica e allo stesso tempo ottimizzare le risorse, indirizzando l’attenzione clinica verso i casi più complessi. Se i dati confermeranno le aspettative, l’intelligenza artificiale potrà diventare un supporto strutturale nei programmi di prevenzione.

In questo quadro si inseriscono anche i possibili riflessi in Toscana. La regione presenta tassi di adesione allo screening tra i più alti d’Italia e una rete oncologica organizzata su base territoriale, con centri di riferimento e sistemi digitali già avanzati. L’introduzione di strumenti di triage algoritmico potrebbe tradursi in tempi di refertazione più rapidi, una gestione più equilibrata dei carichi di lavoro e un rafforzamento dei servizi nelle aree interne. In un contesto demografico caratterizzato da un’età media elevata, ogni miglioramento organizzativo incide in modo diretto sulla capacità di intercettare precocemente la malattia.

Breast.AI rappresenta dunque un banco di prova per la sanità italiana. L’innovazione tecnologica entra in un ambito delicato, dove precisione e responsabilità clinica devono procedere insieme. Se l’equilibrio reggerà, l’algoritmo diventerà uno strumento quotidiano al fianco dei medici, contribuendo a rendere lo screening più efficace e accessibile. E nella prevenzione oncologica, ogni passo avanti si misura in vite tutelate e qualità dell’assistenza.

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Tumore al seno, ora un algoritmo può aiutare a prevederlo

25 Febbraio 2026

Con il progetto Breast.AI inizia in Italia uno studio su 75mila donne. Obiettivo: diagnosi più rapide, maggiore precisione e sostenibilità per il sistema sanitario

La prossima frontiera della lotta al tumore al seno parla il linguaggio dell’intelligenza artificiale. Si chiama Breast.AI ed è uno dei più vasti studi europei dedicati all’uso degli algoritmi nei programmi di screening mammografico. In Italia, a partire dalle prossime settimane, coinvolgerà 75 mila donne all’interno dei percorsi pubblici di prevenzione, con un obiettivo chiaro: valutare in modo rigoroso l’impatto dell’IA nella diagnosi precoce del carcinoma mammario. Lo studio nasce – nello specifico - dall’accordo tra Gisma e la start up tecnologica torinese Health Triage, che ha sviluppato il software BreastNegative per analizzare le mammografie e restituisce un grado di sospetto della presenza di un tumore. 

Il progetto nasce da un’esigenza concreta. Ogni anno nel nostro Paese si registrano oltre 50 mila nuove diagnosi di tumore al seno. Lo screening organizzato resta uno strumento decisivo per intercettare la malattia in fase iniziale, quando le possibilità di cura sono più alte e gli interventi meno invasivi. L’aumento della domanda di esami, insieme alla carenza di specialisti in alcune aree, impone però una riflessione sull’efficienza del sistema.

Breast.AI sperimenta un modello integrato: l’algoritmo esegue una prima valutazione delle mammografie e le classifica in base al rischio. Gli esami a bassa probabilità di lesione seguono un percorso semplificato con una singola lettura medica; quelli considerati sospetti vengono sottoposti alla doppia lettura dei radiologi, secondo la prassi consolidata. I medici operano senza conoscere il giudizio dell’IA, così da garantire solidità scientifica e confrontabilità dei risultati.

La scommessa è duplice: mantenere elevati standard di accuratezza diagnostica e allo stesso tempo ottimizzare le risorse, indirizzando l’attenzione clinica verso i casi più complessi. Se i dati confermeranno le aspettative, l’intelligenza artificiale potrà diventare un supporto strutturale nei programmi di prevenzione.

In questo quadro si inseriscono anche i possibili riflessi in Toscana. La regione presenta tassi di adesione allo screening tra i più alti d’Italia e una rete oncologica organizzata su base territoriale, con centri di riferimento e sistemi digitali già avanzati. L’introduzione di strumenti di triage algoritmico potrebbe tradursi in tempi di refertazione più rapidi, una gestione più equilibrata dei carichi di lavoro e un rafforzamento dei servizi nelle aree interne. In un contesto demografico caratterizzato da un’età media elevata, ogni miglioramento organizzativo incide in modo diretto sulla capacità di intercettare precocemente la malattia.

Breast.AI rappresenta dunque un banco di prova per la sanità italiana. L’innovazione tecnologica entra in un ambito delicato, dove precisione e responsabilità clinica devono procedere insieme. Se l’equilibrio reggerà, l’algoritmo diventerà uno strumento quotidiano al fianco dei medici, contribuendo a rendere lo screening più efficace e accessibile. E nella prevenzione oncologica, ogni passo avanti si misura in vite tutelate e qualità dell’assistenza.

Di Redazione Toscana Medica

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