Vai al contenuto
logo Toscana Medica
Entra nel gruppo
  • Editoriale
  • Scienza e professione
  • Attualità
  • Scrivono alla Rivista
  • Vita dell’Ordine
  • Bacheca Annunci
  • Contatti
  • Editoriale
  • Scienza e professione
  • Attualità
  • Scrivono alla Rivista
  • Vita dell’Ordine
  • Bacheca Annunci
  • Contatti
Cerca
logo Toscana Medica
Entra nel gruppo
Cerca
logo Toscana Medica
Entra nel gruppo
2 Marzo 2026

Mal di schiena, lo studio che smentisce la credenza popolare: niente riposo assoluto, sì all’attività fisica dolce

Praticarla nelle prime 12 settimane ridurrebbe il rischio cronicità. Lo dice una ricerca finanziata dal National Institute of Health, fondamentale iniziare dai primi sintomi

Una delle più ampie ricerche degli ultimi anni, finanziata dal National Institute of Health, cambia l’approccio ai casi di dolore lombare acuto: il riposo prolungato non è la soluzione. Al contrario, un ritorno graduale al movimento nelle prime dodici settimane riduce il rischio che il dolore diventi cronico.

Per decenni, in caso di “colpo della strega”, l’indicazione prevalente è stata il riposo a letto fino alla scomparsa dei sintomi. I nuovi dati tracciano invece una linea temporale precisa: la transizione da dolore acuto a cronico si gioca nei primi tre mesi dall’episodio iniziale. Un periodo considerato decisivo per evitare che l’infiammazione e la rigidità muscolare si consolidino.

Lo studio, condotto su migliaia di pazienti, evidenzia come la cronicizzazione non sia un esito inevitabile ma spesso il risultato di una gestione inadeguata. L’inattività prolungata, spiegano i ricercatori, può favorire alterazioni biologiche e funzionali che mantengono attivo il segnale doloroso. Al contrario, attività fisica leggera e controllata – come camminate o esercizi di stretching – migliora la vascolarizzazione dei tessuti e contrasta la rigidità.

Rivisto anche il ruolo dei farmaci antinfiammatori: non devono rappresentare una soluzione definitiva, ma un supporto temporaneo per consentire una ripresa sicura del movimento. Centrale inoltre l’aspetto psicologico. La cosiddetta “catastrofizzazione”, ovvero la convinzione che il danno sia irreversibile, è associata a un maggior rischio di persistenza del dolore. In questi casi, il sistema nervoso può continuare a trasmettere segnali dolorosi anche in assenza di lesioni attive.

Il cambio di paradigma è netto: dalla prescrizione passiva del riposo all’attivazione precoce e consapevole del paziente. La colonna vertebrale, sottolineano gli autori, è una struttura progettata per il movimento. L’indicazione che emerge è chiara: evitare l’immobilità prolungata e favorire un ritorno graduale alle attività quotidiane può fare la differenza tra un episodio transitorio e una condizione cronica.

PDF Articolo
logo Toscana Medica

Mal di schiena, lo studio che smentisce la credenza popolare: niente riposo assoluto, sì all’attività fisica dolce

2 Marzo 2026

Praticarla nelle prime 12 settimane ridurrebbe il rischio cronicità. Lo dice una ricerca finanziata dal National Institute of Health, fondamentale iniziare dai primi sintomi

Una delle più ampie ricerche degli ultimi anni, finanziata dal National Institute of Health, cambia l’approccio ai casi di dolore lombare acuto: il riposo prolungato non è la soluzione. Al contrario, un ritorno graduale al movimento nelle prime dodici settimane riduce il rischio che il dolore diventi cronico.

Per decenni, in caso di “colpo della strega”, l’indicazione prevalente è stata il riposo a letto fino alla scomparsa dei sintomi. I nuovi dati tracciano invece una linea temporale precisa: la transizione da dolore acuto a cronico si gioca nei primi tre mesi dall’episodio iniziale. Un periodo considerato decisivo per evitare che l’infiammazione e la rigidità muscolare si consolidino.

Lo studio, condotto su migliaia di pazienti, evidenzia come la cronicizzazione non sia un esito inevitabile ma spesso il risultato di una gestione inadeguata. L’inattività prolungata, spiegano i ricercatori, può favorire alterazioni biologiche e funzionali che mantengono attivo il segnale doloroso. Al contrario, attività fisica leggera e controllata – come camminate o esercizi di stretching – migliora la vascolarizzazione dei tessuti e contrasta la rigidità.

Rivisto anche il ruolo dei farmaci antinfiammatori: non devono rappresentare una soluzione definitiva, ma un supporto temporaneo per consentire una ripresa sicura del movimento. Centrale inoltre l’aspetto psicologico. La cosiddetta “catastrofizzazione”, ovvero la convinzione che il danno sia irreversibile, è associata a un maggior rischio di persistenza del dolore. In questi casi, il sistema nervoso può continuare a trasmettere segnali dolorosi anche in assenza di lesioni attive.

Il cambio di paradigma è netto: dalla prescrizione passiva del riposo all’attivazione precoce e consapevole del paziente. La colonna vertebrale, sottolineano gli autori, è una struttura progettata per il movimento. L’indicazione che emerge è chiara: evitare l’immobilità prolungata e favorire un ritorno graduale alle attività quotidiane può fare la differenza tra un episodio transitorio e una condizione cronica.

Di Redazione Toscana Medica

Stampa Articolo
Visualizzazioni dell'articolo: 2

Redazione Toscana Medica

Il team della Redazione di Toscana Medica: aggiornamenti, novità, informazioni.
I più letti

Lo scompenso cardiaco destro: entità misconosciuta ma sempre attuale

Su un caso di miasi

Insufficienza respiratoria: stato dell’arte

Ictus nel giovane e da cause rare

Iscriviti alla newsletter

Articoli in Attualità
26/02/26

I dati dell’Associazione Tumori Toscana (ATT)

Leggi l'articolo
25/02/26

Tumore al seno, ora un algoritmo può aiutare a prevederlo

Leggi l'articolo
23/02/26

“Guarirò domani”: musica e solidarietà al Teatro della Compagnia per il Meyer

Leggi l'articolo
20/02/26

Digiuno intermittente, una ricerca ridimensione il mito: “Non fa dimagrire più degli altri”

Leggi l'articolo
19/02/26

Tumori infantili, in Toscana oltre 100 nuove diagnosi nel 2025: sopravvivenza fino all’89%

Leggi l'articolo
logo Toscana Medica

Toscana Medica

Toscana Medica Mensile di informazione e dibattito per i Medici toscani a cura dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Firenze

Publisher: Galli Torrini Srl, Via Pisana, 78 – 50143 Firenze, Italy
E-mail: info@gallitorrini.com
Website: www.gallitorrini.com

Privacy e cookie policy

L'Ordine

Archivio

La Redazione

Contatti

Iscriviti alla newsletter

© Tutti i diritti riservati

logo Toscana Medica
Cerca
  • Editoriale
  • Scienza e professione
  • Attualità
  • Scrivono alla Rivista
  • Vita dell’Ordine
  • Bacheca Annunci
  • Contatti
  • Editoriale
  • Scienza e professione
  • Attualità
  • Scrivono alla Rivista
  • Vita dell’Ordine
  • Bacheca Annunci
  • Contatti