Il “Geode della Salute e della Pace” è stato per tre gioni in piazza Santa Croce. Il presidente Dattolo: “Importante comunicare in modo adeguato e comprensibile le conoscenze medico-scientifiche”
Firenze, 27 ottobre 2026. Dalla prevenzione odontoiatrica alla salute degli anziani, dall’obesità infantile alla diagnosi precoce del diabete, passando per la salute mentale e i corretti stili di vita. Per tre giorni i medici della provincia di Firenze hanno portato le proprie competenze in piazza Santa Croce, incontrando cittadini e studenti nel “Geode della Salute e della Pace”, allestito dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri in occasione del Festival delle Regioni e delle Province Autonome. Un’esperienza che, secondo il presidente dell’Ordine fiorentino Pietro Dattolo, ha avuto soprattutto un obiettivo: avvicinare la professione medica alle persone, rendendo comprensibili informazioni e strumenti utili a proteggere la salute.
“Per tre giorni i medici sono scesi fisicamente in piazza per incontrare la popolazione, dagli alunni delle scuole primarie agli anziani. È successo il contrario di quello che avviene abitualmente, quando sono le persone a cercare i medici – osserva Dattolo –. L’obiettivo era accorciare le distanze che negli ultimi anni si sono allungate e imparare a comunicare in maniera adeguata. Noi professionisti siamo spesso portati a utilizzare termini tecnici e parole che non sempre arrivano a chi ci ascolta. La sfida è stata tradurre le conoscenze scientifiche in un linguaggio accessibile, senza rinunciare alla correttezza dei contenuti”.
La partecipazione al Festival è stata il risultato di circa due mesi di preparazione, tra riunioni, organizzazione degli interventi e realizzazione di materiali educativi. La Fnomceo ha affidato all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Firenze il compito di coordinare sul territorio l’iniziativa nazionale, che ha coinvolto specialisti di diverse discipline. Le attività sono state rivolte alla cittadinanza nella giornata di domenica e agli studenti lunedì e martedì, con momenti di approfondimento dedicati ai principali temi della prevenzione.
L’attenzione ai giovani e agli stili di vita
Una parte importante del programma ha riguardato le nuove generazioni, con incontri sull’obesità infantile, sull’alimentazione, sull’attività fisica, sulla prevenzione del diabete giovanile, sulla salute orale e sulle problematiche neuropsichiatriche dell’età evolutiva. Temi affrontati con l’intento di promuovere una maggiore consapevolezza fin dall’infanzia, in una fase della vita in cui le abitudini quotidiane possono incidere sul benessere futuro.
“L’Italia deve fare i conti con un’obesità infantile che riguarda circa un bambino su quattro, con differenze territoriali che interessano anche la Toscana – sottolinea Dattolo –. Non è soltanto una questione di alimentazione: conta anche quanto ci si muove. Oggi bambini e ragazzi trascorrono molto tempo davanti a schermi e dispositivi digitali, mentre sono meno frequenti le occasioni di attività fisica spontanea. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di aiutare le famiglie e i giovani a trovare un equilibrio, valorizzando il movimento e le abitudini salutari”.
Il confronto con gli studenti ha permesso di affrontare anche questioni legate alla salute mentale e alle difficoltà dell’età evolutiva, insieme all’importanza dell’igiene orale precoce e della protezione dai danni provocati dall’esposizione al sole. L’approccio scelto è stato quello della divulgazione diretta, con professionisti disponibili a spiegare, rispondere alle domande e rendere più riconoscibili i segnali ai quali prestare attenzione.
Prevenire la fragilità prima della terza età
Accanto ai giovani, un altro ambito centrale è stato quello dell’invecchiamento. Nel corso della manifestazione sono stati presentati protocolli dedicati alla prevenzione della fragilità negli anziani, elaborati con il contributo di geriatri di alto livello delle strutture sanitarie fiorentine. L’obiettivo è promuovere interventi anticipati rispetto alla comparsa delle condizioni di maggiore vulnerabilità, per preservare più a lungo autonomia e qualità della vita.
“Le condizioni di fragilità che osserviamo nelle persone molto anziane non si costruiscono da un giorno all’altro – spiega Dattolo –. Per questo la prevenzione deve cominciare molto prima, già intorno ai 55-60 anni, con attenzione ai fattori di rischio e alle patologie che possono compromettere progressivamente l’autonomia. I geriatri hanno messo a punto un protocollo specifico che intendiamo divulgare, perché la tutela della salute nella terza età si prepara anche attraverso le scelte compiute nei decenni precedenti”.
Il percorso ha coinvolto inoltre diabetologi, pediatri, urologi, dermatologi, odontoiatri e medici di altre specialità, in una proposta che ha messo in relazione prevenzione primaria, riconoscimento precoce dei sintomi e attenzione alle diverse fasi della vita. Presente anche l’Università, con attività di orientamento per avvicinare i giovani alla professione medica e far conoscere le opportunità di un percorso professionale al servizio della collettività.
La prevenzione come impegno quotidiano
Il bilancio del presidente dell’Ordine va oltre i singoli appuntamenti organizzati in piazza Santa Croce. Il valore dell’esperienza, nelle sue parole, sta nella possibilità di sperimentare una comunicazione più vicina alle persone e di richiamare l’attenzione sulla prevenzione come responsabilità condivisa tra professionisti sanitari e cittadini.
“Abbiamo affrontato argomenti diversi, ma il filo conduttore è stato sempre lo stesso: mettere le persone nelle condizioni di comprendere meglio la propria salute e sapere quando è importante rivolgersi a un medico – conclude Dattolo –. La prevenzione richiede conoscenze scientifiche, ma anche la capacità di comunicarle. Se riusciamo a rendere più semplice il dialogo tra medici e cittadini, possiamo contribuire a far crescere la consapevolezza e a intervenire prima che i problemi diventino più difficili da affrontare”.
