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20 Ottobre 2026

La prevenzione uro-andrologica nei giovani maschi: utilità, metodo e risultati.

Francesco Lunghi

Specialista in Urologia e Chirurgia d’Urgenza, Diploma n° 0193 dell’European Board of Urology. Idoneità Nazionale a Primario di Urologia e di Urologia Pediatrica, già Direttore UOC di Urologia e del Dipartimento Chirurgico di Empoli, iscritto al n° 1112 dell’Albo dei CTU del Tribunale di Firenze, Direttore Sanitario di strutture Private.

Dr.ssa Angela Vita

Specialista in Urologia e in Endocrinologia e in Malattie del Ricambio, già membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Andrologia, già Direttore f.f. della UOC Urologia e del Dipartimento interaziendale di Andrologia dell’Azienda Ospedaliera S. Carlo di Potenza.

Premessa: Il Progetto “Occhio ai Giovani” nasce a Firenze, in seno all’Associazione Coast to Coast che, per statuto, non ha fini di lucro, costituita da sanitari nati in Basilicata, ma che operano in Toscana.

L’Associazione promuove iniziative sanitarie, sociali e culturali.

Il progetto ha lo scopo di sensibilizzare i giovani maschi ad adottare comportamenti attivi e partecipativi per la prevenzione di patologie uro-andrologiche che potrebbero determinare importanti problemi di salute nell’età adulta. 

Sono state effettuate sia a Firenze che in Basilicata visite gratuite preventive ai giovani maschi delle classi superiori, grazie alla collaborazione degli Uffici Scolastici, con le modalità di seguito indicate.

Parole chiave: la prevenzione nel giovane maschio, screening delle malattie uro-andrologiche nei giovani maschi, supporto al servizio pubblico per la prevenzione maschile in età giovanile, l’abolizione della visita di leva e riduzione della prevenzione nei giovani maschi.

Presupposti del progetto: Negli ultimi anni in Italia la diagnosi precoce in ambito andrologico si è molto ridotta. Ciò è accaduto, in particolare, dopo la scomparsa della “visita di leva” nel 2005 che, di fatto, ha eliminato l’unica forma di screening su vasta scala delle maggiori patologie uro-andrologiche della popolazione giovanile. E’ fuori dubbio che la visita di leva svolgesse una importantissima opera di medicina preventiva, che spesso metteva in luce infermità latenti che, senza tale visita, sarebbero state scoperte dopo molti anni, proprio come accade ora. Il Ministero della Salute riportava nel 2017 che meno del 5% dei giovani maschi italiani, si sottoponeva ad una visita andrologica prima dei venti anni; diversamente, le ragazze della stessa età, eseguivano controlli ginecologici con adesione fino a dieci volte superiore. Siamo, insomma, di fronte ad una oggettiva “discriminazione di genere” sulla prevenzione nei giovani. Ciò ha comportato negli ultimi 20 anni un aumento delle malattie andrologiche non diagnosticate, che restano tali fino all’età adulta, quando possono diventare incurabili o la cui cura diventa complessa per il paziente e costosa per il Sistema Sanitario. Queste malattie sarebbero facili da prevenire e da curare se venissero diagnosticate precocemente. 

Parliamo di vere patologie sociali: infatti i numeri ci dicono che un uomo su tre, in età adulta, sarà affetto da un disturbo di natura andrologica (come la riduzione della fertilità e/o disturbi della sfera sessuale); molte di queste malattie derivano da patologie che sono presenti già in età pediatrica e adolescenziale (difetti di discesa del testicolo, varicocele, ipogonadismo, anomalie congenite del tratto genito-urinario e malattie sessualmente trasmesse). Si tenga infine presente un altro problema dei giorni nostri: l’OMS segnala che un adolescente su 7, (cioè il 14%), di età compresa tra 10 e 19 anni, vive in una condizione di disagio psichico, spesso non riconosciuto né trattato. Lo dimostra una indagine IPSOS DOXA (pubblicata nel febbraio 2026) che rileva come il 34% dei ragazzi italiani di età compresa tra 12 e 18 anni utilizza chatbot di AI per domande relative a problemi personali. La mancanza di risposte attendibili determina la riduzione del pensiero critico, delle relazioni sociali, la possibilità di confusione tra realtà e finzione e rischi di sviluppare dipendenza dalle chatbot di AI, di ricevere informazioni errate, di veder violata la propria privacy.

Come abbiamo organizzato il progetto: il progetto è iniziato in Toscana e in Basilicata, individuando alcune sedi dove era possibile visitare i ragazzi al di fuori dell’orario scolastico e dove erano disponibili uno o più ecografi a seconda il numero degli ambulatori. L’obiettivo del centro di primo livello è di fare uno screening di base delle patologie uro-andrologiche più frequenti nei giovani, eventualmente dando indicazioni per accedere ai centri di secondo livello, se necessario.

Come abbiamo attuato e promosso il progetto: sono stati presi contatti con l’Ufficio Scolastico Provinciale che, in base alla sede dove verrà effettuata la visita, individua le scuole superiori che parteciperanno al progetto con gli alunni delle ultime due classi superiori (17-18 anni).

Tale ufficio individua alcuni docenti delle scuole interessate che hanno l’incarico di sensibilizzare i giovani sull’importanza della visita, anche con brochure dattiloscritte illustrative delle modalità della visita, che non prevede nessun atto invasivo, sull’importanza di una verifica del loro stato di salute uro-andrologico in una fascia d’età particolarmente critica e sulla possibilità di correggere problemi prima che questi diventino di difficile soluzione. Contestualmente all’azione di promozione alla prevenzione attuata dai docenti, sono state svolte riunioni divulgative e incontri di lavoro con le autorità sanitarie e politiche locali.

Ogni ragazzo ha prestato il proprio consenso scritto alla visita, firmato da entrambi i genitori se minorenne, per ognuno è stata redatta una scheda con i dati anagrafici e i contatti telefonici e/o mail, l’anamnesi generale, l’esame clinico e l’eventuale completamento mediante eco-doppler se necessario; la scheda della visita, che il ragazzo consegnerà al proprio Medico Curante, riporta quanto riscontrato ed eventuali indicazioni per approfondire le indagini se necessario. 

A tutti i ragazzi è stato regalato un Vademecum ciclostilato, utile per la prevenzione maschile uro-andrologica dai 15 ai 25 anni. 

Risultati: sono stati sottoposti a visita 220 ragazzi, un terzo di quelli invitati; è da sottolineare come qualche giorno dopo le visite effettuate, altri ragazzi hanno chiesto di partecipare, come se ci fosse stato un “passa parola” per al fatto che i ragazzi si sono sentiti a proprio agio. 

Sono stati rilevati problemi uro-andrologici nel 24% dei ragazzi, con una percentuale all’incirca identica sia in Toscana che in Basilicata. 

La patologia più frequentemente rilevata è stata il varicocele in circa metà di questi (11%, bilaterale nel 6%) e in ordine decrescente fimosi di vario grado (4%), brevità del frenulo significativa (4%), alcuni casi di testicolo mobile per difetto di fissaggio (2%), una ipotrofia testicolare (1%), un pene curvo congenito (1%), una sospetta infezione sessualmente contratta (1%).

Commenti: diversi quotidiani e notiziari locali hanno apprezzato l’iniziativa, tutti lodandone la semplicità di attuazione, l’accuratezza della visita effettuata e la soddisfazione dei ragazzi.

lunghi.f@libero.it

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Francesco Lunghi

Specialista in Urologia e Chirurgia d’Urgenza, Diploma n° 0193 dell’European Board of Urology. Idoneità Nazionale a Primario di Urologia e di Urologia Pediatrica, già Direttore UOC di Urologia e del Dipartimento Chirurgico di Empoli, iscritto al n° 1112 dell’Albo dei CTU del Tribunale di Firenze, Direttore Sanitario di strutture Private.

Angela Vita

Specialista in Urologia e in Endocrinologia e in Malattie del Ricambio, già membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Andrologia, già Direttore f.f. della UOC Urologia e del Dipartimento interaziendale di Andrologia dell’Azienda Ospedaliera S. Carlo di Potenza.
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