Il presidente dell’Ordine Dattolo: “Ha studiato fino all’ultimo: si era appassionato alla medicina digitale e all’Ai con l’entusiasmo di un neolaureato”
Firenze, 29 aprile 2026. “Con la scomparsa di Gian Franco Gensini perdiamo un maestro, un riferimento autorevole e una figura che ha segnato profondamente la comunità medica. Alla sua famiglia va il nostro pensiero più sincero e partecipe”.
A dirlo è Pietro Dattolo, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Firenze, ricordando Gian Franco Gensini, già ordinario di Medicina Interna e Cardiologia e preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze, scomparso a meno di un mese dal suo 81esimo compleanno.
“Ricordare Gensini significa ripercorrere un pezzo di storia della medicina fiorentina, ma per chi lo ha conosciuto da vicino significa soprattutto il racconto di un incontro che cambiava prospettiva. C’era inizialmente quella naturale soggezione che si prova davanti al preside di Facoltà: una figura solenne, quasi ieratica. Lo vedevi muoversi tra le aule di Careggi con passo deciso – ricorda Dattolo – sempre impeccabile, simbolo di una medicina che è prima di tutto rigore e dedizione assoluta”.
“Eppure, per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo oltre il ruolo, emergeva qualcosa di ancora più grande del suo curriculum straordinario: una curiosità irrefrenabile che non lo ha mai abbandonato. Da ultimo, studiava, approfondiva, si appassionava alla medicina digitale e all’intelligenza artificiale con l’entusiasmo di un neolaureato, convinto che il futuro della cura passasse per l’innovazione tecnologica, ma sempre senza perdere di vista l’uomo. Questa capacità di coniugare visione e umanità – sottolinea Dattolo – è ciò che più resterà di lui”.
“Gensini poteva apparire all’esterno freddo – prosegue il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Firenze – ma in realtà sapeva essere un interlocutore capace di ascolto e coinvolgimento sorprendenti, pronto a valorizzare le idee dei più giovani e a offrire consigli con una saggezza ironica e sottile che era il suo tratto distintivo. Nel suo percorso Gensini ha saputo costruire relazioni e collaborazioni profonde: personalmente ho avuto la fortuna e l’onore di lavorare con lui, così come con Antonio Panti, altra figura indimenticabile della medicina fiorentina e toscana. Insieme hanno rappresentato un riferimento solido per tutta la nostra comunità professionale, contribuendo alla crescita della sanità sul territorio con competenza e visione”.
“Ci mancherà la sua visione lungimirante, la sua capacità di guardare oltre l’orizzonte del presente, ma soprattutto ci mancherà quella sintesi perfetta tra l’autorità del maestro e l’umanità del compagno di viaggio. Se ne va un gigante – conclude Dattolo – ma resta il calore di un uomo che ha insegnato a tutti noi che non c’è vera scienza senza un briciolo di cuore. Buon viaggio, professore”.