Il presidente Dattolo e la bozza delle indicazioni dell’Agenzia: “Si segue la strada indicata dall’Organismo Toscano per il Governo Clinico, un passo avanti importante”
“Le linee di indirizzo di Agenas sulle équipe multidisciplinari nelle Case della Comunità vanno nella direzione giusta e confermano la necessità di superare definitivamente il modello del professionista che lavora da solo. La presa in carico dei pazienti, soprattutto cronici e fragili, deve essere integrata, continuativa e costruita attorno a team multiprofessionali”.
A dirlo è Pietro Dattolo, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Firenze, commentando la bozza delle linee di indirizzo sulle équipe multidisciplinari nelle Case della Comunità pubblicata da Agenas e attualmente in consultazione pubblica.
“Come Ordine abbiamo da tempo indicato con chiarezza la necessità di superare il modello frammentato dell’assistenza territoriale, puntando su équipe multidisciplinari, integrazione tra ospedale e territorio e presa in carico reale dei pazienti cronici. E le proposte del gruppo di lavoro dell’Organismo Toscano per il Governo Clinico, pubblicate lo scorso novembre nel documento ‘La presa in carico della cronicità fra ospedale e territorio: il Day Service nelle Case di Comunità e il Gruppo Multidisciplinare per la presa in carico della Cronicità’, vanno esattamente in questa direzione – spiega Dattolo –. Non possiamo quindi che accogliere con favore la bozza delle linee di indirizzo di Agenas, che segnano un passaggio importante: si afferma in modo netto che non è più possibile lavorare per compartimenti stagni, ma che la risposta ai bisogni di salute deve essere costruita attraverso il lavoro integrato di più professionisti”.
“Il principio del lavoro in parallelo, con competenze che operano insieme attorno alla persona è esattamente ciò che abbiamo indicato come prioritario: il medico di medicina generale, gli specialisti, gli infermieri, gli assistenti sociali e le altre figure devono condividere responsabilità, strumenti e obiettivi. Le Case della Comunità – sottolinea Dattolo – devono diventare il luogo concreto di questa integrazione. Non semplici sedi fisiche, ma strutture in cui si realizza una presa in carico continua, soprattutto per i pazienti cronici e fragili, evitando che siano lasciati soli a orientarsi nel sistema o che ricorrano in modo improprio al Pronto soccorso”.
“Altro punto fondamentale è la continuità assistenziale – prosegue – che passa anche attraverso modelli organizzativi come lo specialista unico di percorso e strumenti come la cartella clinica condivisa e il teleconsulto, indispensabili per garantire una reale integrazione tra i professionisti”.
“La multidisciplinarietà non è una scelta opzionale ma una necessità clinica e organizzativa – conclude il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Firenze – e deve diventare una priorità assoluta nella costruzione della sanità territoriale. Le linee Agenas rappresentano un passo avanti importante: ora è necessario tradurle rapidamente in pratica, dando concreta attuazione a un modello che migliori qualità delle cure, appropriatezza e sostenibilità del sistema”.