a cura della dottoressa Gianna Palendri, Medico chirurgo specialista in oculistica, direttrice sanitaria Vista Vision Firenze
Il glaucoma è una neuropatia ottica caratterizzata dalla graduale perdita delle fibre nervose del nervo ottico, associata ad una progressiva compromissione del campo visivo. Rappresenta una delle principali cause di cecità e il suo impatto è destinato ad aumentare con l’invecchiamento della popolazione.
In Italia, le stime epidemiologiche indicano una incidenza del glaucoma di circa 2-3% nella popolazione oltre i 40 anni, con un incremento a oltre il 10% nelle fasce di età più avanzate. Complessivamente, si stima che siano circa un milione gli italiani affetti.
In Toscana si parla di circa 58.000 persone a rischio (dati Uici e Iapb) delle quali circa la metà non sa di avere la malattia.
Il glaucoma si distingue in forme ad angolo aperto e forme ad angolo chiuso.
Il glaucoma ad angolo aperto rappresenta la forma più frequente (80% dei casi).
è una malattia subdola e asintomatica nelle fasi iniziali: viene infatti chiamato “il ladro della vista”. Il paziente può perdere progressivamente la sensibilità del campo visivo periferico senza rendersene conto, mentre l’acuità visiva centrale può rimanere conservata a lungo. Questo spiega l’importanza dello screening e dei controlli oculistici nei soggetti a rischio.
Il glaucoma ad angolo chiuso è invece caratterizzato dalla riduzione o dalla chiusura dell’angolo irido-corneale, con ostacolo al deflusso dell’umore acqueo e aumento esponenziale della pressione oculare. Può presentarsi in forma cronica oppure come attacco acuto, una vera emergenza oftalmologica, in cui l’aumento improvviso della pressione intraoculare può determinare dolore oculare intenso, arrossamento, visione offuscata o aloni intorno alle luci, cefalea, nausea e vomito. In presenza di questi sintomi è necessario un trattamento immediato per evitare un danno permanente al nervo ottico.
La diagnosi di glaucoma richiede una visita oculistica completa, perimetria automatizzata e imaging mediante Oct (Tomografia a Coerenza Ottica, o Optical Coherence Tomography). La sola misurazione della pressione intraoculare non è sufficiente per porre diagnosi o escludere la malattia.
Nel glaucoma ad angolo aperto l’obiettivo terapeutico principale è ridurre la pressione intraoculare e rallentare la progressione del danno del nervo ottico. Le opzioni terapeutiche comprendono colliri ipotonizzanti, trabeculoplastica laser e, nei casi non adeguatamente controllati, procedure chirurgiche .
Nel glaucoma ad angolo chiuso, la gestione dipende dalla fase clinica. Nell’attacco acuto è necessario abbassare rapidamente la pressione intraoculare e risolvere il blocco dell’angolo; l’iridotomia laser periferica rappresenta il trattamento fondamentale.
La distinzione tra forme ad angolo aperto e ad angolo chiuso è quindi essenziale non solo per la diagnosi, ma anche per la definizione della prognosi e della strategia terapeutica.
In Toscana, come nel resto d’Italia, l’identificazione precoce dei soggetti a rischio e l’accesso a un percorso specialistico appropriato rappresentano strumenti fondamentali per ridurre l’impatto della malattia sulla funzione visiva e sulla qualità di vita.